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Politica

SCENARIO/ Renzi-Napolitano, "separati in casa"

Giorgio Napolitano (Infophoto)Giorgio Napolitano (Infophoto)

Il Jobs Act è assolutamente necessario, ma deve essere chiaro che cosa si vuole ottenere. Se l’obiettivo è una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, allora bisogna individuare delle clausole che consentano agli imprenditori di assumere con fiducia e ai lavoratori di sapere che se si impegnano manterranno il loro posto di lavoro.

 

Come vede in questo momento l’equilibrio dei poteri tra Renzi e Napolitano?

Mentre Monti e Letta avevano assoluto bisogno del presidente della Repubblica, Renzi ha dimostrato di sapersi muovere anche senza di lui. Il premier ha accettato qualche suggerimento dal Capo dello Stato, per esempio su Padoan all’economia, ma per il resto sembra volere andare avanti da solo. Il Colle sembra volergli fornire un qualche aiuto, per esempio sul giudice costituzionale e sulla riforma del mercato del lavoro. Renzi però sta diventando sostanzialmente autonomo.

 

Sostenendo la candidatura di Violante alla Consulta, Napolitano sta aiutando Renzi o lo sta indebolendo?

Napolitano percepisce che in questa fase non c’è un’alternativa a Renzi, ma il punto è che il premier non ha bisogno dell’appoggio del Quirinale. A Renzi non importa nulla di Violante, e quindi neanche del fatto che quest’ultimo goda dell’appoggio del Colle. La stessa dinamica vale anche per altri temi.

 

In che senso?

Quanto afferma Napolitano sull’Europa è in parte difforme da ciò che dice Renzi, anche se non c’è un’effettiva contrapposizione tra le due linee. Le due cariche vanno quindi ciascuna per la sua strada. Napolitano è disponibile ad aiutare il premier, ma Renzi in questo momento non ha bisogno di nessun aiuto particolare.

 

(Pietro Vernizzi)

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