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SCENARIO/ Renzi-Napolitano, "separati in casa"

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Giorgio Napolitano (Infophoto)  Giorgio Napolitano (Infophoto)

“Sono sceneggiate che ormai hanno stancato anche i loro elettori, ma i senatori mercoledì hanno fatto un grandissimo passo avanti. Certo, rimane l’amarezza per le immagini dei disordini in aula. Molto tristi per i cittadini che si domandano che senso ha”.Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, entrando in segreteria del Pd alle 8 del mattino ha liquidato così la bagarre in Senato sul Jobs Act. Ne abbiamo parlato con Gianfranco Pasquino, professore di Scienza politica nell’Università di Bologna.

 

Ora Renzi ha la strada spianata o potrà ancora dare la colpa ai gufi?

Le accuse ai gufi erano sbagliate anche quando Renzi le faceva già un po’ di tempo fa, perché i “gufi” esprimevano delle riserve sulla qualità delle riforme che lui proponeva. Non sono sicuro che adesso la strada sia spianata, ma ciò che manca è una visione, cioè il fatto di sapere esattamente dove si vuole andare. Fino a oggi Renzi non è stato in grado di darci questa visione. O meglio lo ha fatto solo in forme episodiche, qualche volta necessarie e utili, ma che non si inquadrano in un progetto. Quella che intravvedo è una strada con molti possibili bivi, e vorrei sapere poi Renzi in quale direzione si incamminerà e cercherà di portarci.

 

Secondo lei che cosa dovrebbe fare Renzi?

Dovrebbe unificare con chiarezza in un’unica visione complessiva l’aspetto del mercato del lavoro e quello degli ammortizzatori sociali. Si tratta anche di offrire una migliore formazione ai lavoratori italiani, di riqualificarli e di indirizzare le energie in una direzione che dia soddisfazione un po’ a tutti. Tutto questo Renzi e Poletti non ce lo hanno ancora indicato in modo chiaro. Lo stesso si può dire di Berlusconi, che facendo uscire i senatori dall’aula al momento del voto per abbassare il numero legale ha cercato di tenersi tutte le porte aperte per ogni eventualità.

 

Lei che cosa si aspetta che succeda alla Camera?

Dopo avere imparato la lezione del dibattito al Senato, i deputati saranno più precisi nell’individuare che cosa vogliono mettere dentro al disegno di legge delega, e quindi nel dare suggerimenti più operativi. Tra i parlamentari ci sono persone capaci e io mi auguro che questo sia ciò che avverrà. Mi auguro anche che rinuncino alla bagarre che non serve a nulla e discredita in prima battuta chi la fa e inoltre le istituzioni. L’unico a esserne rafforzato è Renzi, che può dire che i contestatori fanno solo delle sceneggiate perché non hanno proposte da formulare.

 

Nel merito lei che cosa ne pensa del Jobs Act?


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