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RENZI-NAPOLITANO/ Il governo "debole" favorisce l'assalto dei pm

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Insomma, in queste parole si legge la consapevolezza di intraprendere un nuovo mandato non destinato a concludersi alla scadenza del settennato, ma subordinato a precise condizioni esterne — soprattutto di carattere istituzionale — e personali che ne possono determinare la cessazione anticipata.  

Così, il secondo settennato di Napolitano si è legato sin dall'inizio alla forza del rapporto tra governo-parlamento che egli stesso sarebbe stato capace di individuare e maieuticamente far emergere a seguito di un risultato elettorale a prima vista "bloccato". Certo, i governi Letta e poi Renzi sono nati come governi sotto tutela presidenziale, ma a loro volta hanno condizionato e condizionano la figura presidenziale. Sin quando reggerà il suo governo, adesso presieduto da Renzi, Napolitano resterà saldo; ma quando l'esecutivo mostra crepe e incertezze nell'azione politica interna ed internazionale, come quelle sempre più evidenti negli ultimi tempi, il ruolo di Capo dello Stato subisce inevitabili contraccolpi, così favorendo chi intende riaprire vecchie ferite o individuarne di nuove. 

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