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Politica

CAOS PD/ Gotor: Renzi è subalterno a Berlusconi e alle destre

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All'improvviso si è cambiata idea per un problema di rapporti e di debolezza interni alla maggioranza: la bandiera ideologica dell'articolo 18 è l'unica che può tenere ancora unito Ncd, dove almeno una decina di senatori sarebbero disposti a ritornare tra le file di Forza Italia. Un problema serissimo per il Governo, perché obbligherebbe a un cambio di maggioranza, rendendo politicamente manifesto il ruolo di condizionamento che già esercita oggi Berlusconi.

Come valuta, nel complesso, le scelte di Renzi nei confronti di Berlusconi?
Non bisogna mai dimenticare che il governo Renzi nasce all'indomani dell'imprevista spaccatura della destra ottenuta da Enrico Letta e ha l'effetto strategico di riportare Berlusconi, che altrimenti avrebbe rischiato la definitiva marginalizzazione, al centro del gioco politico con il cosiddetto Patto del Nazareno. Renzi si muove con abilità tra la Scilla di Ncd e la Cariddi di FI e ha bisogno di sfruttare le debolezze di entrambi.

Ma concede anche loro qualcosa, o no?
Appunto. Il problema è che per mantenere questo precario equilibrio Renzi è costretto a fare politiche in grado di compiacere le due destre (quella ufficiale di governo e quella sedicente all'opposizione) accompagnandole con una retorica del cambiamento senza aggettivi che traveste una condizione di trasformismo e di consociativismo che non aiuta l'Italia a uscire dalla sua crisi, perché ne è la principale responsabile.

Quindi?
Renzi avrebbe i numeri e le qualità personali per riuscire a imporre la sua politica, ma per prendere il potere si è stretto in una condizione che lo porta a fare la politica degli altri non solo sulla riforma del Senato, ma anche sulla legge elettorale, il lavoro e, lo si capirà presto, la giustizia e i diritti civili. Il Pd non è mai stato così forte sul piano quantitativo e debole su quello qualitativo, della capacità di imporre la propria energia e identità politica. I limiti strategici di Renzi mi ricordano quelli di Craxi che, a parole, diceva di voler essere l'alternativa alla Dc e il protagonista della modernizzazione del Paese, ma nei fatti ci governava insieme, avvinghiandosi in modo sempre più stretto. Sappiamo tutti come è andata a finire.

Ora come intendete muovervi rispetto al voto alla Camera?
Alla Camera ci sono numeri diversi e più favorevoli, perché Ncd non ha più quel potere di ricatto che aveva al Senato, dove il Governo può contare su una maggioranza di soltanto 7 senatori e dunque ogni singolo voto pesa moltissimo. L'obiettivo minimo è realizzare il deliberato della direzione nazionale del Pd: uscire dunque dall'ambiguità sull'articolo 18 che Sacconi è riuscito a imporre al Governo e impegnarsi per garantire la possibilità del reintegro anche per i licenziamenti senza giusta causa di carattere disciplinare, stabilendo che ciò avverrà solo per i nuovi assunti.

Si ha la sensazione che Renzi voglia andare avanti senza guardare nessuno. E' così?