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MATRIMONI GAY/ Binetti: Renzi usa il Sinodo per lanciare le sue unioni civili

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Ci troviamo nella singolare circostanza che si parla di famiglia solo a partire dal riconoscimento dei diritti delle persone che scelgono di vivere nelle nuove forme di convivenza, dopo di che si aggiunge: diritti e doveri? Gli stessi, ma etichetta diversa, come se questo bastasse a far salva la differenza. Anche il premier ha ribadito questo concetto; oggettivamente difficile da comprendere, perché tutto è uguale, non solo sul piano dei diritti-doveri della vita di coppia ma anche sul piano delle politiche familiari, riconducibili a politiche economico-fiscali. 

Il dubbio che si va facendo strada nella percezione di molti nuclei familiari è che, se passerà il decreto Renzi così come annunciato dalla stampa, d’ora in poi bisognerà guardare ai benefit concessi alle convivenze, per reclamarli a parità di condizione anche per loro, perché almeno per ora – ad esempio – non è così, né per l’accesso alla scuola materna né per l’accesso alla casa. 

Difendere i diritti di tutti è compito della buona politica, che non può tollerare discriminazioni e privilegi, né in un senso né nell’altro. Per cui ci aspettiamo che da questo rinnovato interesse del presidente per le unioni civili scaturiscano contestualmente nuove e più efficaci misure di tutela anche per le famiglie, con una attivazione molto più convinta e determinata di quel famoso ministero della Famiglia a cui aspiriamo fin dall’inizio della legislatura.  Per il resto aspettiamo di leggere il decreto, di cui sosterremo convintamente tutto ciò che tutela le persone più fragili nella vita di coppia. Ma chiediamo anche con analoga convinzione e determinazione misure di giustizia e di garanzia favorevoli alle famiglie dell’articolo 29, soprattutto a quelle numerose e impegnate in una relazione di cura reciproca, che include anziani, e famigliari con particolari difficoltà. 

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COMMENTI
16/10/2014 - Insomma diciamolo chiaro: (claudia mazzola)

non è normale che due persone dello stesso sesso si dicano unite come le coppie uomo e donna. E' trasgrassione e perversione, non facciamolo diventare un fatto quotidiano alla luce del sole come se nulla fosse. Poi da lì a condannarli o no, ci penserà il buon Dio.

 
16/10/2014 - Ma dove sono? (Luigi PATRINI)

Forza Paola! Grazie per l'impegno assiduo con segui questa questione. E' davvero penoso vedere la Carfagna che vuole salvare i diritti delle nuove famiglie "lgbt" in modo da non danneggiare le famiglie "normali": ma non si rendono conto che quando i "vu cumprà" vendono sottocosto prodotti simili a quelli di marche famose la stragrande maggioranza delle persone fanno gli acquisti più facili?! Non capiscono che indebolire l'immagine della famiglia facilità la "deviazione" dalla retta via suggerita dalla Natura?! Ma i cattolici dove sono? Ne sono rimasti così pochi in questo Parlamento!