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LEGGE DI STABILITA' 2015/ Fassina (Pd): così il governo aggrava la recessione

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Stefano Fassina (Infophoto)  Stefano Fassina (Infophoto)

“La manovra del governo Renzi aggrava la recessione e colpisce le fasce più deboli della popolazione come anziani e disabili”. E’ la denuncia di Stefano Fassina, onorevole del Pd e direttore scientifico di Nens. Il deputato conferma le sue critiche anche dopo le aperture di Bersani, che ha ammesso in una dichiarazione, sia pure riportata fuori contesto dal Corriere della Sera: “Per quello che si capisce la legge di stabilità ha delle cose buone, certo dobbiamo vedere le carte”.

 

Onorevole Fassina, immagino che stavolta non sarà d’accordo con Bersani…

Certamente nella manovra ci sono scelte importanti e positive. Purtroppo però poggiano e sono alimentate da tagli di spesa che fanno cambiare segno alla legge di stabilità. Da espansiva diventa una manovra che non aiuta la ripresa, perché i tagli riguardano servizi fondamentali alle persone, hanno un impatto iniquo e sono recessivi.

 

Che cosa nello specifico ha un impatto recessivo?

Tagliare 15 miliardi di spesa significa aumentare i costi della sanità, delle mense scolastiche, ridurre drasticamente i servizi per i pendolari o far lievitare le tariffe di biglietti e abbonamenti. Vuol dire inoltre tagliare l’assistenza alle persone anziane o disabili e il diritto allo studio. Sono tutti interventi che hanno un impatto sociale recessivo e quindi inevitabilmente conseguenze economiche negative. I dati parlano chiaro, il moltiplicatore della spesa è molto più elevato di quello delle entrate. Tagliare sia la spesa e sia le entrate alla fine comporta un effetto complessivamente negativo.

 

La spending review di Cottarelli avrebbe consentito tagli più “chirurgici”?

Non è che i tagli di Cottarelli fossero immuni da problemi, in quanto riguardavano comunque servizi fondamentali. Tagliare 11 miliardi in un anno senza riorganizzare in modo radicale la pubblica amministrazione non sarebbe stato privo di conseguenze, anche perché ciò sarebbe avvenuto senza mettere insieme i poteri e senza rivedere in modo radicale l’organizzazione complessiva.

 

Quantomeno non erano tagli lineari…


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