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Politica

CAOS M5S/ L'utopia di Grillo e la "risposta" del cardinale Ratzinger

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

"Insomma, non hanno infranto le regole. Hanno solo detto quello che pensano, che magari non piacerà a Grillo ma non smentisce alcun dettato dei Cinque Stelle. Al contrario. Gli espulsi hanno preso fin troppo alla lettera quello che i capi pentastellati vanno dicendo da sempre. E cioè che uno vale uno. E se uno vale uno quello che penso io, semplice attivista, vale quanto quello che pensano  leader, sottoleader e leaderini del Movimento. Se questo è vero, allora Grillo e Casaleggio oggi non hanno espulso proprio nessuno. Hanno semplicemente espulso se stessi. Perché dentro quegli odiosi cerchietti rossi ci sono i loro volti, con la didascalia chi comanda siamo noi. Il che va benissimo, per carità. A patto poi che non si ripeta ogni giorno l’esatto contrario".

I cerchietti rossi sono sul sito con le foto degli espulsi cerchiate di rosso. Già solo questo ci dice del metodo.

Si tenga conto che questo movimento ha raccolto i voti di quasi un quarto degli italiani.  Dunque quello che succede al suo interno ci riguarda tutti. 

La politica si è ridotta ad essere prova di forza nell'esercizio del potere, non ci sono più contenuti, divergenze culturali, e dunque dibattito. In questo momento in Italia l'unico luogo democratico è la direzione del Partito democratico, dove si è votato, e dove si sono espresse le minoranze. Ma si tratta di una misera democrazia, se si tiene conto che poi le decisioni di maggioranza non vengono rispettate dalle minoranze.

In Forza Italia le sferzate di Berlusconi contro chiunque sia diverso riducono quel partito ad una sottomissione vergognosa al capo.

Per il resto dei partiti meglio per ora non fare votazioni interne. Devono ancora capire con chi si dovranno allearsi. 

Questo è lo stato della democrazia in Italia. Si sarebbe voluto vedere una novità nel movimento di Grillo. Che invece si dimostra più personalista di Berlusconi. Diamogli egualmente credito, prendiamo in considerazione la rete nel sito internet.  Dicono che le decisioni le prendono dopo la consultazione degli iscritti al sito, cioè degli 80mila circa che manifestano una presenza attiva. Ma una delle lamentele diffuse è che ad ogni consultazione si dicono le decisioni prese senza dare i dati dei votanti. Lecito sospettare la manipolazione.

Comunque se si doveva ingaggiare una battaglia nella politica italiana era per ricondurre al popolo la possibilità di delegare i politici, mentre assistiamo invece a una vita di casta dove i politici si fanno mettere in lista dai capi dei partiti. I meccanismi di casta diventano poi causa delle cattive politiche, perché i singoli interessi di persone e gruppi al potere prevalgono sul bene comune, e la spesa si mantiene enorme per poter pagare tutte le corporazioni e i poteri costituiti. 


COMMENTI
21/10/2014 - Riflessione profonda (Giuseppe Crippa)

Questo secondo me è il miglior articolo scritto da Brandirali dai tempi di “Servire il popolo”. Spero che Brandirali non me ne voglia per quello che è un complimento: quando qualcuno pensa che stai dando ora il meglio e non che non sarai mai più all’altezza del tuo passato dovrebbe far piacere… La situazione della democrazia all’interno dei partiti e dei movimenti in Italia è esattamente quella che descrive Brandirali; nessuno dei politici citati è esente da colpe e nessuno merita ancora credito ma al contrario disprezzo ed irritazione per aver lasciato degradare il confronto interno a ciascuna aggregazione politica fino allo sfascio attuale. Grazie per la bellissima citazione dal discorso dell’allora cardinal Ratzinger!