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CAOS M5S/ L'utopia di Grillo e la "risposta" del cardinale Ratzinger

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Quelli del M5S non hanno interessi da farsi pagare, ma intanto occupano posizioni di potere e non fanno valere i loro voti per condizionare al meglio le decisioni istituzionali, dunque lasciano andare le cose verso il peggio, aspettando che tocchi a loro cambiare tutto. Questo è il punto della grave responsabilità di Grillo: sognano un mondo perfetto che viene dopo, mentre stanno in un mondo molto imperfetto che semplicemente snobbano.

Il cardinale Ratzinger, in un suo discorso a Monaco di Baviera nel 1984 disse: "Che cosa minaccia oggi la democrazia? Io vedo tre tendenze principali che portano, o possono portare, al rifiuto della democrazia: - Vi è, anzitutto, l'incapacità di accettare francamente l'imperfezione delle cose umane. La pretesa dell'assoluto nella storia è il nemico del bene che vi è in essa. - La perdita della trascendenza porta con sé la fuga nell'utopia. Sono convinto che la distruzione della trascendenza è la vera e propria ferita dell'uomo, da cui discendono tutte le altre infermità. Spossessato delle sue dimensioni reali, l'uomo può soltanto rifugiarsi in speranze apparenti. - Una relativizzazione dell'ethos e una incapacità di compromesso che distrugge quella accettazione dell'imperfetto di cui, come abbiamo visto, vive la comunità degli uomini. - Il cristianesimo non ha mai, contro le sue falsificazioni, situato il messianismo nell'ambito politico. Al contrario, fino dall'inizio, ha sostenuto che la politica appartiene alla sfera della razionalità e dell'ethos. Ha insegnato e reso possibile l'accettazione dell'imperfetto. In altri termini: il Nuovo Testamento conosce un ethos politico, ma nessuna teologia politica". 

Questa è l'intelligenza che il cristianesimo porta alla politica, mentre Grillo si sente fondatore di una cosa che non ha neppure una visione del mondo ma che è fondata su una teologia astratta, cioè delle regole sacre fissate in una notte oscura in casa di Casaleggio.  Utopia senza sogno, rifiuto della realtà in nome della purezza, raccolta di consenso usando la rabbia dei cittadini anonimi, costretti ad essere contro perché non hanno il diritto democratico di poter essere a favore di una proposta.

In conclusione, siamo in attesa di vedere persone umanamente capaci di dare speranza, mostrandosi fratelli fra loro nell'assumere il compito di occuparsi del buon governo. Il popolo ha diritto di vedere persone che infondono  fiducia e che producono unità. Di liti fra politici ne abbiamo piene le scatole. Aspettavamo un gesto di Berlusconi verso i suoi migliori, da Sacconi a Cicchitto, da Quagliariello a Lupi, che li abbracciasse dicendo che erano la nuova classe dirigente che lui aveva prodotto per il Paese. Invece si è diviso da tutti, e continua a cercare sottomessi, mostrando al popolo che lui ha un suo potere. Cosa questa che non crea speranza fra gli italiani, bensì la distrugge.  


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COMMENTI
21/10/2014 - Riflessione profonda (Giuseppe Crippa)

Questo secondo me è il miglior articolo scritto da Brandirali dai tempi di “Servire il popolo”. Spero che Brandirali non me ne voglia per quello che è un complimento: quando qualcuno pensa che stai dando ora il meglio e non che non sarai mai più all’altezza del tuo passato dovrebbe far piacere… La situazione della democrazia all’interno dei partiti e dei movimenti in Italia è esattamente quella che descrive Brandirali; nessuno dei politici citati è esente da colpe e nessuno merita ancora credito ma al contrario disprezzo ed irritazione per aver lasciato degradare il confronto interno a ciascuna aggregazione politica fino allo sfascio attuale. Grazie per la bellissima citazione dal discorso dell’allora cardinal Ratzinger!