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FI & PD/ Turci: dagli 800mila posti al Jobs Act, tutte le "berlusconate" di Renzi

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Quello del governo assomiglia molto al gioco delle tre carte. Alle 800mila nuove assunzioni di cui parla Padoan va sottratto il fisiologico turnover dei lavoratori in azienda, o sono assunzioni aggiuntive? Qui si gioca sull’equivoco, come su tante altre voci. Lo stesso discorso vale quando Renzi dice che siccome le risorse per il Jobs Act sono già state stanziate, si va avanti comunque. Questa è una vera e propria “berlusconata”, perché Renzi ha stanziato 1,5 miliardi di euro per le nuove forme di cassa integrazione, quando il calcolo è che per fare quello che è stato promesso dal Jobs Act ci vorrebbero tra i 5 e i 6 miliardi. Almeno Berlusconi i numeri li dava da Vespa a Porta a Porta. Renzi invece li spara su Twitter e li può cambiare molto più rapidamente.

 

Come andrà a finire la partita sulla flessibilità con l’Ue?

Ci sarà qualche dichiarazione del commissario Katainen, ma l’Ue non farà tragedie per il fatto che anziché lo 0,25% ci sarà lo 0,10% di riduzione del deficit nella legge di stabilità. Accettare questo per l’Ue non è un cambiamento di linea politica, in quanto Bruxelles resta saldamente basata sulla politica di austerity della Germania. Renzi fa molto fumo a livello nazionale, ma in realtà in Europa sta dentro a tutti i vincoli, a partire dal 3% nel rapporto deficit/Pil. Lo stesso Jobs Act è una delle misure più apprezzate dalla destra europea. Nulla è più sbagliato che pensare che Renzi stia sfidando l’Europa.

 

E’ vero che Berlusconi con il patto del Nazareno sta regalando di fatto a Renzi il suo partito?

La vera questione è che Renzi sta occupando lo spazio elettorale di Berlusconi. Il premier sta per un verso cercando di preservare quanto più possibile i consensi della base elettorale del Pd, e dall’altra nei fatti sta occupando l’area politica del centrodestra. Alcuni giorni fa Giuliano Urbani ha dichiarato che in questo momento l’unica speranza è Renzi. E’ lo stesso Urbani che scrisse il primo programma di Berlusconi nel 1994. Una serie di atti di Renzi vanno in questa direzione e questo spiega anche una parte del risultato elettorale delle Europee.

 

(Pietro Vernizzi)

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