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FI & PD/ Turci: dagli 800mila posti al Jobs Act, tutte le "berlusconate" di Renzi

Pubblicazione:martedì 21 ottobre 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

“Di berlusconata in berlusconata, Renzi è riuscito a occupare lo spazio elettorale di Forza Italia. Ieri alla direzione del Pd ha offerto il calumet della pace alla sinistra, ma è solo un lusso che si può permettere perché in questo momento il segretario ha nelle mani in modo indiscutibile il comando del partito”. E’ l’analisi di Lanfranco Turci, ex presidente della Regione Emilia-Romagna ed ex parlamentare dei Ds, nonché attuale coordinatore del “Network per il Socialismo Europeo”. Ieri il segretario Renzi ha cercato di aprire all’opposizione interna al partito, invitando tutti all’evento del prossimo weekend a Firenze: “So che sabato in molti avete altro da fare (la manifestazione Cgil, ndr) ma veniteci alla Leopolda. Io sono il primo ad essere contro la corrente dei renziani e mai e poi mai ci sarà la costruzione di organizzazioni parallele sul territorio”.

 

Qual è la sua impressione sulle conclusioni di Renzi alla direzione del partito?

Renzi ha voluto sdrammatizzare il dissenso che si era manifestato nei gruppi parlamentari del Pd. Questa volta non ha usato i toni cui ricorre spesso, e che sono perlopiù beffardi e liquidatori. Se ci aggiungiamo anche l’apertura di rispetto per la manifestazione Cgil del 25 ottobre, quello che abbiamo di fronte è un segnale di prudenza da parte di Renzi. Ciò non toglie che quella del segretario è stata una relazione senza capo né coda. Renzi ha aperto citando la politica estera, ma quando mai il Pd ne ha discusso? Le decisioni su questo tema sono prese soltanto nei colloqui riservati tra Renzi e la Mogherini.

 

Ha ragione Cuperlo quando dice che Renzi vuole costruirsi un partito parallelo?

Rivolgendosi a Cuperlo, il segretario ha negato che la Leopolda sia espressione dell’ala renziana del Pd. L’ho trovata una risposta furbesca, ma sostanzialmente insincera. Proprio mentre Renzi cerca di sdrammatizzare su tutto, veniamo a sapere che la Fondazione della Leopolda ha più fondi dello stesso Pd. La Leopolda nella realtà è la vera riserva di Renzi, che a seconda dei momenti può decidere o meno di sfruttare. In questo momento il segretario ha nelle mani in modo indiscutibile il comando del partito, e quindi non ha interesse in modo particolare a mettere l’accento sulla Leopolda, che comunque è stata la base grazie a cui ha scalato il Pd e che certamente non sarà smobilitata.

 

E' vero, come dice la Camusso, che le promesse di Renzi assomigliano a quelle di Berlusconi?


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