BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

CAOS PD/ Caldarola: bravo Renzi, la Leopolda è il "funerale" del partito

Per PEPPINO CALDAROLA, l’accusa di voler fare un partito personale è inspiegabile: nella tradizione della sinistra italiana da Berlinguer in poi tutti i partiti sono sempre stati personali

Gianni Cuperlo e Pier Luigi Bersani (Infophoto)Gianni Cuperlo e Pier Luigi Bersani (Infophoto)

“Tra Renzi e un certo mondo di sinistra si è consumato un divorzio insanabile. L’accusa di voler fare un partito personale è però inspiegabile, perché nella tradizione della sinistra italiana, da Berlinguer a Nenni e a Craxi, tutti i partiti sono sempre stati personali”. Lo afferma Peppino Caldarola, ex direttore de l’Unità ed ex deputato dei Ds, a proposito del dibattito in corso nel Pd che vede contrapposte due idee di partito, quella di Renzi e quella della sinistra interna.

Che cosa ne pensa del dibattito interno al Pd?

Renzi vuole cambiare il Pd nel solco della sua anima fondatrice, cioè Valter Veltroni, che pensava a un partito fluido, a vocazione maggioritaria e legato più agli elettori che ai militanti. C’è una parte, che però mi pare minoritaria, che pensa invece ancora al partito tradizionale, quello delle sezioni, degli iscritti e dei militanti. Il vero scontro è fra un sistema politico più vicino a un modello americano e una componente che sogna invece un modello più vicino alla tradizione europea.

Dietro la Leopolda c’è la volontà di Renzi di costruirsi un partito personale, come dice Cuperlo?

I moderni partiti occidentali sono per natura a forte leadership personale. Questa polemica non la capisco, perché anche una parte dei partiti tradizionali di sinistra sono stati a forte leadership personale. Lo erano il Pci di Berlinguer come pure il Psi di Nenni e poi di Craxi. Negli ultimi 20 anni invece nessuna leadership è riuscita a guidare il principale partito della sinistra italiana, attraversato dalla sfida tra D’Alema e Veltroni. Adesso abbiamo la leadership personale di Renzi, che è piuttosto forte perché si avvale della giovane età e del consenso. Non conosco però partiti che non abbiano una leadership personale, e la trovo quindi una polemica inconsistente.

Bersani ha detto che se la Leopolda fosse un’iniziativa del Pd lui sarebbe in prima fila. Lei che cosa ne pensa?

La Leopolda è uno strumento di pressione sul Pd, cioè un modo di organizzare delle forze per premere sul partito e sostanzialmente per decretarne una rapida fine. Noi non sappiamo quale sarà il partito finale cui punterà Renzi. Sappiamo solo che sarà un partito di Renzi, interclassista, inserito nell’area progressista europea e che cercherà di intercettare lo scontento di ambienti del centrodestra e del M5S. Sono esattamente le scelte che si devono compiere per vincere le elezioni, cioè per evitare di arroccarsi nel proprio elettorato e protendersi verso altri elettorati.

La piazza di sabato può innescare dei meccanismi imprevedibili per lo stesso Renzi?