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CGIL IN PIAZZA/ Cofferati: la mia manifestazione del 2002 era un'altra cosa

Sergio Cofferati (Infophoto) Sergio Cofferati (Infophoto)

Io credo che la piazza abbia un valore in sé. Non è mai stato un valore sufficiente a cambiare alla radice orientamenti, comportamenti e decisioni. Però contribuisce molto, soprattutto se accompagnato dall’uso di altri strumenti, a dare una visibilità a una proposta e a rafforzare il consenso.

 

La piazza di sabato può realizzare la saldatura tra sindacati, sinistra Pd e Sel per dare vita a qualcosa di nuovo?

No, perché la valutazione sulla manifestazione è diversa dentro al Pd e a Sel. Il gruppo di parlamentari che sta lasciando Sel per entrare nel Pd, non mi pare che abbia deciso di partecipare alla manifestazione. Gennaro Migliore per esempio ha detto che non ci sarà.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
28/10/2014 - le cose diverse di Cofferati (alberto servi)

Il merito o delusione che crea la manifestazione è di Cofferati, degli altri eroi di una certa sinistra, dei tre milioni delle persone che sono scese in piazza nel 2002 e del milione di oggi.Il quadro politico è diverso e i risultati fallimentari. Quella di oggi è la fase conclusiva dell' abbandono della cultura del merito,della sparizione della figura dello imprenditore così come quella della fuga del capitale da investimento. E'da quando l'on.Brodolini presentò la legge 300 dello Statuto del lavoro (approvata nel 1970) che era nota la sua preoccupazione per la eccessiva protezione che il reintegro da parte del magistrato dava ai lavativi. Presagiva le conseguenze per il nanismo a cui erano condannate le PMI. I dati economici sono da allora costantemente al ribasso. Dal 1970 a oggi il divario tra occupati, Pil, debito, emigrazione e prospettive per il futuro fanno vedere nero. E' di converso aumentata l'importanza(surreale) dei lavoratori, quella esagerata dei sindacati e sindacalisti(reale però) ingrassatisi con le quote. Ma il mondo che fatica avverte che la situazione è cambiata. Dai tre milioni di Cofferati del 2002 siamo al milione di oggi. Intervistato si è ben guardato dal nascondere la delusione. La maggioranza degli iscritti ai sindacati è oggi costituita da pensionati(3 milioni nella CGIL). La forza più valida(4:1) non è iscritta ai sindacati e non partecipa alle follie della Camusso e Landini. Questi insieme ai Bertinotti e Fassina saranno storicamente ricordati.

 
24/10/2014 - Malpancisti (Giuseppe Crippa)

Gli iscritti sono stati resi superflui da quell’invenzione del PD che si chiama “primarie”: quando le decisioni sono prese dagli elettori non ha più senso iscriversi (e pagare la relativa quota…) Stupisce che Cofferati, Cuperlo, Civati, Bersani, Fassina e gli altri “malpancisti” non lo abbiano capito e si appellino agli iscritti da interpellare nelle sezioni con dei referendum.