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Politica

CGIL vs RENZI/ Benvenuto: il sindacato è vecchio, ma il governo è rimasto agli anni 50...

Per GIORGIO BENVENUTO, il governo deve riaprire il dialogo con i sindacati sull’articolo 18. Intervenire sull’obbligo di reintegro è possibile solo se ci sono delle contropartite

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“Il governo deve riaprire il dialogo con i sindacati sulla modifica dell’articolo 18. Intervenire sull’obbligo di reintegro è possibile solo se ci sono delle contropartite serie per combattere il precariato tra i giovani”. Lo afferma Giorgio Benvenuto, segretario generale della Uil dal 1976 al 1991 e in seguito parlamentare dell’Ulivo per tre legislature. Ieri Susanna Camusso, intervenendo all’assemblea dei delegati liguri della Cgil, ha dichiarato: “La manifestazione del 25 ottobre a Roma non è la conclusione di una stagione, ma l'inizio”. Quindi ha aggiunto: “Partiamo dalla nostra piattaforma pensando che sia necessario e possibile cambiare la legge delega sul lavoro e la legge di stabilità. Il messaggio è che noi non rinunceremo alla battaglia anche se vedremo moltiplicarsi i voti di fiducia sui provvedimenti”.

Come legge la manifestazione della Cgil di sabato?

E’ espressione di un malessere che esiste nel mondo del lavoro per l’atteggiamento del governo che è pregiudizialmente contrario ai sindacati. La Cgil risponde con la manifestazione, mentre Uil e Cisl lo fanno con critiche molto pesanti. La sensazione è quella di essere frastornati da tutte queste notizie che si accavallano e si smentiscono, tanto è vero che non è ancora chiara quale sia la legge di stabilità (di cui ieri sera è stato diffuso il testo finale, ndr) . Questa manifestazione è un segnale che mi auguro il governo sappia cogliere. Nessuno dice che il governo debba fare tutto quello che vuole il sindacato, ma è giusto discutere anche con i rappresentanti dei lavoratori.

Che cosa ne pensa della scelta di Cisl e Uil di non scendere in piazza?

Le critiche non vengono solamente dalla Cgil, ma anche dagli altri sindacati, e quindi sarebbe bene che il sindacato trovasse una posizione comune. Non mi sembra che ci sia una divisione tra chi è d’accordo con quello che fa il governo e chi è in disaccordo. Sarebbe bene che ai lavoratori non si indicassero solo delle forme di protesta, ma che ci fossero anche delle proposte del sindacato perché l’obiettivo di rimettere in campo il Paese non è solo del governo ma di tutti. In questo spirito sarebbe importante che i sindacati avessero una posizione comune.

I sindacati devono recuperare la capacità di rappresentare precari, partite Iva e disoccupati?

Il sindacato ha le sue difficoltà e la strategia di ieri non è applicabile oggi. Ieri infatti c’era una preponderanza dei lavoratori dipendenti, mentre oggi c’è una larga fetta di lavoratori autonomi. Ieri c’erano meno disoccupati e chi aveva un lavoro ce lo aveva in modo stabile. Il sindacato deve indubbiamente aggiornarsi. A preoccuparmi però è il fatto che anche il governo ha le idee confuse.