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LEOPOLDA & PD/ Renzi e quell'Italia rimasta allo scontro Berlusconi-D'Alema

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Massimo D'alema (Infophoto)  Massimo D'alema (Infophoto)

Ecco, io non sono d'accordo con Galli della Loggia. Mi è piaciuta, del discorso di Renzi di venerdì sera, la frase "l'Italia, immensa comunità di anime, vuole avere un futuro, per questo si può cambiare".

Vediamo intanto le persone che animano la Leopolda, sabato hanno parlato 15 imprenditori che raccontano le loro strategie di sviluppo. Dei 52 tavoli citiamo alcuni coordinatori: Davide Serra, Franco Bonifaci, Dario Nardella, Roberto d'Altitonante, Simona Bonafè, David Ermini, Pina Picierno, Nicola Danti, Alessandra Moretti, Debora Serracchiani. Insomma, se Renzi ha la maggioranza nel Pd vuol dire che ha saputo unire molti, e generare una nuova classe dirigente. Questa è la sua vera forza, che Galli della Loggia non prende in considerazione perché ragiona con il metro di Berlusconi e D'Alema. Sono loro a essere soli, nel senso che hanno usato tutto l'individualismo che la logica cinica del potere produce.   

Galli della Loggia conclude con la paura di una deriva autoritaria, ma questo può avvenire solo se si torna al personalismo del ventennio trascorso, mentre se si osservano le persone che possono essere portatori di rinnovamento allora si può ipotizzare che il vuoto che si è formato a destra, anche se viene mantenuto dalla pretesa di Berlusconi di rimanere il leader, infine deve produrre un'alternativa popolare alla sinistra. 

Si lavora adesso per un governo di coalizione, non si deve farlo cadere perché occorrono le nuove regole elettorali e bisogna compiere essenziali cambiamenti. Le forze del centro- destra impegnate nella coalizione di governo sono le più coraggiose, si sacrificano per il bene comune, mentre le trombette della destra di vario tipo si contentano delle urla da opposizione dura e pura. Come Salvini che ha una proposta salvifica: aliquota fiscale al 15 per cento per tutti. Oppure Berlusconi, che sostiene che Renzi non fa nulla mentre proprio Renzi ha fatto più cose in un anno che Berlusconi in venti.

Ciò che manca ancora è una Leopolda dei popolari: occorre una grande amicizia che si mette attorno al tavolo per diventare alternativa costruttiva alla sinistra.

C'è una grande questione da affrontare perché questo possa accadere: l'autocritica dei cattolici. Eravamo presenti, ma non abbiamo saputo correggere l'individualismo dominante nella classe dirigente di centro-destra. In questo può essere valido il ragionamento di Galli della Loggia: Renzi proveniva da un retroterra culturale, mentre nel centro-destra la cultura non è diventata unificante. Il realismo berlusconiano ci ha incantati all'inizio, credendo che fosse l'uomo del fare. Ma ci siamo adattati al sistema aziendalista di Berlusconi, che in tal modo ha umiliato la politica e ha fatto prevalere la pretesa delle carriere personali.

Dico autocritica dei cattolici perché l'impasto iniziale di Forza Italia doveva essere di socialisti, liberali e cattolici. I socialisti non potevano reggere nel bipolarismo cattivo. I liberali sono fuggiti di fronte all'autoritarismo berlusconiano. E i cattolici? Sono scomparsi dentro il realismo, diventato cinismo. La questione del dualismo è stata drammaticamente irrisolta. 


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COMMENTI
27/10/2014 - Concordo, ma.... resta il ...tappo! (Luigi PATRINI)

Concordo con Crippa; sì, la realtà è più forte dei desideri e delle aspettaive e con questo Renzi è necessario trattare. Ma chi sarà capace di trattare con lui? Chi saprà spuntare le preferenze e la libertà di coscienza per chi sarà scelto dagli eredi del Popolo democratico-cristiano? Purtroppo Berlusconi non ha facilitato la crescita di una classe dirigente, anzi l'ha sempre contrastata. Occorre aspettare che il ...tappo si faccia da parte e, più passa il tempo, più ne vedremo delle ...belle, perchè sempre più difficile potrebbe diventare ricostruire un Popolo vero. Però possono accadere anche i miracoli! Pensate che io un tempo credevo che l'URSS sarebbe durata più di me!

 
26/10/2014 - Renzi (Giuseppe Crippa)

Ho appena finito di ascoltare il discorso di Renzi alla Leopolda trasmesso da Rainews e pensavo che con questo Renzi si potrebbe lavorare, a patto di poter scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento con la preferenza e negoziare patti chiari sulla loro libertà di coscienza. Fare una Leopolda dei popolari o stare al passo con Renzi soprattutto se la sinistra lo costringerà alla rottura? Da oggi cominciamo a pensarci…