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SCENARIO/ Renzi "vince" in Italia ma perde in Europa. E prepara il voto

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Il famoso pacchetto di investimenti per 300 miliardi che Renzi si vanta di aver "imposto" e il cui utilizzo è a suo dire a portata di mano in realtà è in alto mare. Parlando al Consiglio europeo il 23 ottobre Martin Schulz ancora almanaccava: "Dove trovare i soldi?" e "Dove è possibile utilizzarli in modo utile?". Il presidente del Parlamento europeo ha quindi annunciato non lo sblocco, ma solo alcune ipotesi di risposta ai due quesiti preliminari da discutere nei prossimi mesi.

In questo quadro la Leopolda non è stato un punto di forza. Mentre a San Giovanni andava in scena una grottesca demonizzazione che suscitava simpatia e consenso per Renzi, a Firenze andava in onda l'Italia molliccia in soccorso del vincitore che recita la solita parte della società civile "acqua e sapone" che rimette in moto "questo Paese" presentando un "uovo di Colombo" dietro l'altro: una sostanziale navigazione a vista dal fiato corto, non in grado di reggere un'altra Leopolda di governo tra un anno senza una concreta svolta dell'Unione Europea e tangibili segni di ripresa dell'economia italiana. 

Da qui la necessità per Renzi di sfruttare "il momento magico", di riportare in primo piano la modifica della legge elettorale per aprire la strada alle elezioni anticipate e, quindi, dell'accordo con Berlusconi per procedere sollecitamente.

Berlusconi infatti si muove con realismo. Non pensa di poter tornare a Palazzo Chigi e il suo obiettivo è quello di non essere emarginato, ma di rimanere "in gioco" e di evitare leggi e misure negative "ad personam". Il rapporto con Renzi gli ha ridato visibilità e centralità. La preoccupazione di sacrificare contenuti non è rilevante in quanto il vero contenuto — la ragione per cui Forza Italia chiederà il voto — è Berlusconi stesso. Il voto per Forza Italia sarà un voto su Berlusconi: da un lato di condanna di sentenze, colpi di stato e tradimenti subiti e dall'altro di fiducia nell'ex premier come leader carismatico in grado al meglio di affrontare la crisi economica e di muoversi come statista. Il premio di maggioranza alla lista alla Camera non preoccupa il leader di FI che mantiene la speranza di essere determinante al Senato, ancora in vita se si vota nel 2015.

Entrambi, Renzi e Berlusconi, hanno interesse alla consultazione ravvicinata anche perché il tempo potrebbe giocare a favore della Lega di Matteo Salvini, unica visibile opposizione sulla destra, mentre sulla sinistra del Pd può crescere un nuovo e più forte soggetto antagonista apertamente sostenuto dalla Cgil.



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COMMENTI
27/10/2014 - Occhio a fare i conti senza l'oste (Carlo Cerofolini)

Scenario plausibile, ma a volte chi fa i conti senza l’oste - i mercati ma soprattutto i cittadini - forse gli converrebbe farli due volte e Renzi sembra invece andare avanti a rotta di collo, incurante di tutto e tutti, quando poi gratta, gratta dietro il 40,8% (irripetibili?) dei voti e gli 80 euro (mancia) - ripetuti come un mantra dal Rottamatore e dai renziani - c’è pressoché il vuoto riempito con il nulla.