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Politica

SCENARIO/ Sapelli: Renzi, molla Serra e "ascolta" Del Noce e Marx

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Ma è un discorso troppo difficile. La politica è mutata non perché sia granché mutata la stratificazione sociale: essa è più o meno sempre la stessa; è profondamente mutata - direbbe il vecchio e sempre insuperabile Runciman - la classificazione dei modelli di riferimento. I poveri e gli operai salariati non riescono a uscire dalle gabbie ideologiche che rischiano di cacciarli nella marginalità del sindacato di classe della Cgil e solo una minoranza di essi, ancora, oggi raggiunge il mare libero e impegnativo del sindacato associativo: quello della Cisl che invera il messaggio di Giulio Pastore e di Mario Romani e di Vincenzo Saba e quindi trasforma il lavoro salariato non in ghetto ma in speranza, fondando solo sul contratto e non sulla legge l’emancipazione morale e sociale.

Il popolo esiste e cammina per le sue strade. Ai margini di esse bandiere bianche o rosse o perfino nere. Ma sempre popolo rimane e sempre forza di trasformazione morale prima che politica il popolo è e sarà, trasformazioni o non trasformazioni, green o meno green economy, tech o non tech.

Renzi fa una politica economica fondamentalmente giusta con degli alleati intellettuali sbagliati. Colpa dei settarismi della Cgil e di una sinistra ex comunista che di comunista non ha neppure più il ricordo, ma solo la terribile presenza di una cultura radical chic (Augusto Del Noce docet). Renzi deve ascoltarlo il popolo, e senza ascoltare i sindacati il popolo non lo si ascolta: lo si immagina e lo si tradisce, come già ci insegnava l’insuperabile Marx de Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte. Ma è difficile chiedere ai vari Serra di leggere… figuratevi di leggere Marx! A Renzi tuttavia chiederlo si deve. Forse avremmo delle sorprese…

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