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CAOS PD/ La scissione "mascherata" di D'Alema-Bersani per evitare un'altra Tsipras

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Ugo Sposetti (Infophoto)  Ugo Sposetti (Infophoto)

La ragione è interamente politica, e l’ha sintetizzata lo stesso Renzi: “Il sindacato non fa trattative con il governo che non chiede permesso, perché le leggi non si scrivono con i sindacati ma in Parlamento". Con queste parole il presidente del consiglio smonta la concertazione, cioè la triangolazione governo-sindacato-parlamento che è andata avanti per decenni. Il sindacato si ribella a questo e un pezzo di sinistra gli va dietro.

 

Smontando la concertazione, Renzi fa l’esatto contrario di quanto hanno fatto D’Alema e Bersani…

Per Bersani la Cgil è stato un interlocutore privilegiato, mentre D’Alema su alcune questioni ha avuto atteggiamenti abbastanza simili a quelli di Renzi. Ricordiamoci il D’Alema della riforma delle pensioni e che aprì un contrasto molto forte contro il potere sindacale. Anche se poi lo stesso D’Alema non ebbe il coraggio di rompere con il proprio mondo di appartenenza.

 

Che cosa lo fermò?

Stiamo parlando di leader che avevano nella componente sindacale un elemento fondante della propria appartenenza politica, mentre Renzi non ce l’ha. Renzi ha una visione molto americana, basata sul bipartitismo e sul sindacato come soggetto in trattativa con gli imprenditori e come un interlocutore senza potere di veto sul governo.

 

Civati ha osservato, riferendosi al Jobs Act: “Credo sia giusto, tutto ma proprio tutto considerato, non sostenere simili scelte, che fanno pensare al manifesto della destra, quella italiana, quella degli ultimi anni”. E’ d’accordo con lui?

Il Jobs Act non è affatto di destra, queste sono categorie semplicistiche. La mia critica a Renzi è che non ha ancora tirato fuori una visione della società. L’imprenditore Oscar Farinetti ha detto delle cose importanti sull’Italia, sostenendo che può costruire il suo futuro sull’espansione dell’agroalimentare e del turismo. Io non so se questa sia la concezione di Renzi, ma se non lo è mi piacerebbe che fornisse la sua alternativa. E’ questa la vera critica che gli dobbiamo fare, tutte le altre fanno parte soltanto del teatrino della politica.

 

(Pietro Vernizzi)



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