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Politica

NAPOLITANO/ Agueci (pm Palermo): la trattativa Stato-mafia? Forse

Giorgio Napolitano (Infophoto)Giorgio Napolitano (Infophoto)

Direi proprio di no. C'è stata un'ordinanza ammissiva della sua testimonianza da parte della Corte, il presidente della Repubblica non si è mai avvalso del diritto alla riservatezza e ha risposto in modo estremamente collaborativo e aperto alle domande che gli sono state rivolte, da noi e dalla difesa, soprattutto da noi che avevamo chiesto l'esame. Attacco al prestigio? Al contrario, piuttosto l'esaltazione del prestigio del capo dello Stato, manifestato dal modo corretto e dignitoso con cui si è relazionato con l'autorità giudiziaria.

Secondo lei la storia degli anni Novanta andrà riscritta?
Riscritta no. E' però probabile che col tempo verranno aggiunti nuovi tasselli, là dove ci sono alcune zone oscure, dei vuoti che vanno riempiti. E' un puzzle dove  quello che potrebbe essere aggiunto non è destinato a stravolgere quello che già si conosce, ma completarlo, e all'occorrenza farlo comprendere meglio.

La Corte non ha ritenuto ammissibile una domanda fatta dalla difesa sul colloquio tra Napolitano e l'ex presidente Oscar Luigi Scalfaro. Perché?
Perché non c'entrava con il processo. C'era un'ordinanza di ammissione della prova per certi elementi e a quelli ci si è limitati, non si è fatto un processo — questo sì improprio e contro le regole — alla storia degli anni Novanta. Abbiamo a che fare con alcuni fatti riguardanti gli attentati del '92 e '93, il clima politico che ne era scaturito e poi altri fatti connessi a quelli, come la lettera di Loris D'Ambrosio. Sempre fatti circoscritti, e la Corte è stata molto attenta a mantenere la discussione entro questo perimetro. 

"Non credo che ci siano gli elementi per ritenere definitivamente superato il pericolo di un ritorno di strategia di violento attacco allo Stato". Lo ha detto prima dell'udienza il pm Nino Di Matteo. Come giudica questa affermazione?
Di Matteo è un magistrato che lavora con me; lo conosco bene e soprattutto conosco il suo elevato livello di esposizione a rischi di ogni genere. Posso immaginare allora le motivazioni alla base di queste dichiarazioni, che hanno certamente un fondamento rilevante. Si tratta comunque di materia che con il processo non c'entra.

Questo processo ha suscitato molte polemiche sull'utilizzo dei pentiti…
Non è stato oggetto dell'esame di oggi. Né era un argomento previsto nella deposizione del presidente della Repubblica. Si tratta comunque di polemiche tutt'altro che nuove e risultate spesso strumentali.

Il capo dello Stato ha risposto a tutto, almeno a quello che gli ha chiesto la Corte. Non però a tutto quello che gli ha chiesto la difesa.