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RETROSCENA/ I piani di Renzi e Salvini per prendersi i voti di Berlusconi

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Dopo il "ritorno a casa" di Antonio D'Alì per il momento l'emorragia si è fermata, ma basterebbe una mezza dozzina di passaggi per mettere il governo in Senato sotto scacco da parte di Forza Italia. Del resto, l'ipotesi di elezioni anticipate rimane in campo e ad Arcore se ne parla sempre più spesso.

Forse è per questa ragione che Berlusconi ha dato appuntamento a marzo per un momento fondativo di un'aggregazione moderata tutta nuova, di cui al momento si ritiene ancora l'unico leader possibile. Il suo problema è però un partito boccheggiante. La medicina dovrebbero essere i congressi locali, che dovrebbero prendere il via il 15 dicembre, ma l'iniezione di democrazia potrebbe non essere sufficiente. 

Molto pesa il non sapere con quale legge elettorale si voterà, se la situazione dovesse precipitare con l'anno nuovo verso le urne. L'approvazione dell'Italicum entro l'anno è possibile, ma non facile, visto il livello di ingolfamento delle aule parlamentari fra decreti e legge di stabilità. E se si dovesse arrivare a votare con il Consultellum, non ci sarebbe bisogno di formare una coalizione. Si tratta infatti di un sistema proporzionale puro, senza premio di maggioranza. Inutile quindi preoccuparsi troppo oggi.

In fondo è il calcolo che fa lo stesso Salvini, l'unico che oggi potrebbe realisticamente contendere la leadership all'ex Cavaliere. Lui, il successore di Bossi, per adesso si accontenta della copertina di "Panorama". Per il futuro, c'è tempo e si vedrà.

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