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Politica

SCENARIO/ Renzi-Napolitano, il "bis" che può spiazzare l'Europa

Per STELIO MANGIAMELI, a mancare nell’agenda del governo sono soprattutto una proposta strategica sull'Italia basata su dati reali, e una visione "italiana" dell'Europa

Matteo Renzi, Pietro Grasso e Giorgio Napolitano (Infophoto)Matteo Renzi, Pietro Grasso e Giorgio Napolitano (Infophoto)

La legge di stabilità ha ricevuto il placet di Bruxelles, dopo uno scambio di lettere un po' rumoroso. L'ipotesi di una riforma del mercato del lavoro ha suscitato un interesse positivo dei partner europei e delle agenzie di rating. L'accordo di partenariato tra l'Italia e la Commissione (quello che consente di usare i soldi dei fondi strutturali per il 2014-2020), dopo un via vai tra Roma e Bruxelles durato circa un anno, sembra che si sia concluso e i decreti legge di settembre (la riforma della pubblica amministrazione e lo "sblocca Italia") sembrano andare nella direzione giusta. Tutto sommato, adesso, Renzi può stare più tranquillo: il prestigio italiano in Europa è cresciuto.

Ad onore del vero, ha perso del tempo prezioso tra febbraio e agosto, con una riforma costituzionale tanto poco necessaria quanto poco chiara, ma alla fine – grazie anche al consiglio di Draghi – sembra avere imboccato la via delle riforme; o, quanto meno, ha individuato i problemi reali e mette giustamente fretta.

Resta da vedere se le risposte approntate siano poi le più giuste. Sulla pubblica amministrazione il coraggio di riformare decisamente lo Stato non si è visto e molte timide proposte come quella sul pensionamento dei professori universitari, che avrebbe migliorato la condizione di molti giovani ricercatori, è stata ritirata; nel decreto sblocca Italia vi sono molte concessioni ai petrolieri che possono portare alla rovina l'ambiente e il paesaggio del Paese, speriamo, perciò, che il Parlamento rimedi in sede di conversione. Sul mercato del lavoro, pur avendo piegato i sindacati non ha convinto del tutto i lavoratori, soprattutto nella questione del Tfr. La stessa legge di stabilità qualche incertezza la conserva.

In definitiva, le condizioni generali delle istituzioni e della Repubblica sono migliorate e apprezzate a livello europeo; è un merito che consente al presidente della Repubblica di mantenere adesso un ruolo meno attivo e limitato alla salvaguardia delle garanzie, come si conviene ad un presidente di una Repubblica parlamentare, anche se si può essere certi che è sempre lui il maggiore garante del Paese verso l'Europa, gli alleati e verso i mercati.

Che cosa manca ancora per essere soddisfatti della situazione? Certamente il segno positivo davanti all'indice del nostro Pil; ma è probabile che questo possa arrivare nella primavera prossima. Sicuramente l'incisività dei provvedimenti adottati può essere migliorata; ma per questo aspetto basta che i membri del governo e lo stesso presidente del Consiglio studino un po' di più (in fondo sono tutti così giovani, che un po' di studio – pro futuro – non guasta) e ci si potrà riuscire. In realtà, mancano due aspetti non secondari.

Il primo è una proposta strategica per l'Italia studiata sui dati reali che possa affrontare la questione meridionale e, contemporaneamente, la questione settentrionale. A questa sono interessati il mondo giovanile, l'imprenditoria e il sistema della ricerca e dell'innovazione.  


COMMENTI
31/10/2014 - renzi-napolitano (pino Insegno)

Non ditemi che avremo un quarto colpo di Stato??? Con un'altro governo non eletto dal popolo, vi prego, abbiate pietà, di questo digraziato e da voi ormai condannato popolo Italiano, a "fame e disperazione". Nnnnoooooooloooooo,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,.......

 
30/10/2014 - E scivolata sarà! (Carlo Cerofolini)

Alla fine, purtroppo per noi, quasi sicuramente sulla buccia di banana scivolata sarà!

 
30/10/2014 - commento (francesco taddei)

la visione europea dell'italia è la stessa che con gli usa: servo vostro, sempre sotto ai vostri piedi. è quella di napolitano, prodi e mario mauro. dei sinistri e dei cattolici.