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Politica

IL CASO/ Quagliariello: se Renzi segue il Pd non voteremo la riforma del lavoro

Gaetano Quagliariello (Infophoto)Gaetano Quagliariello (Infophoto)

Per Ncd vale il testo della riforma. Non ci interessano i giochi politici. Se il testo di legge al dì là delle intenzioni aiuta l’occupazione e la ripresa, noi lo voteremo indipendentemente da quali altre forze saranno a favore. Se non è questo agiremo in conseguenza. Dalla giornata di ieri inoltre è emerso che Forza Italia a prescindere non intende apportare un vantaggio al governo. Lo ritengo un atteggiamento sbagliato perché in questo caso nessuno dovrebbe parlare a prescindere, dal momento che è in gioco il futuro dei nostri figli.

 

Se il testo non sarà come lo auspicate, si potrà aprire una spaccatura nella maggioranza di governo?

Evidentemente faremo di tutto perché ciò sia evitato, ma questa non è una materia su cui sia possibile transigere. Come diceva Carlo Marx, i fatti hanno la testa dura. Quindi uno può anche fare un buon compromesso politico, ma se poi il risultato è una cattiva legge i fatti dopo qualche mese ti puniscono. E a pagarlo a caro prezzo saranno il Paese e tanti ragazzi in carne e ossa.

 

L’articolo 18 si applica solo al 3% delle imprese italiane. Abolirlo è così importante per la nostra economia?

La ragione è che ci sono imprese che non crescono perché c’è l’articolo 18. Al Sud rimangono imprese piccole e diventano piccolissime, e in una situazione di concorrenza globale non reggono più il mercato.

 

La frammentazione delle imprese italiane dipende dal fatto che non vogliono raggiungere la soglia dei 15 dipendenti, a partire dalla quale si applica l’articolo 18?

Dipende certamente anche da questo. Non mi sembra che possa essere considerato un caso che nel Mezzogiorno oltre il 90% delle imprese abbia meno di 15 addetti.

 

Pietro Merli Brandini, un ex sindacalista, sostiene che lo Statuto dei Lavoratori dal 1970 in poi ha bloccato il Pil italiano. E’ davvero così?

Dal 1970 è cambiato il mondo, e di conseguenza deve cambiare il testo di riferimento del mondo del lavoro.

 

Ncd è stato il primo a lanciare la battaglia sull’articolo 18. Renzi ha fatto sua una battaglia vostra?

Il Nuovo Centrodestra ha svolto bene la sua funzione di avanguardia delle riforme. Non è stato l’unico caso. Vorrei ricordare tra gli altri la responsabilità civile dei magistrati, la legge delega sulle intercettazioni, il riconoscimento della specificità delle forze dell’ordine. Sono tutti casi nei quali abbiamo svolto bene la nostra funzione.

 

E’ più importante abolire l’articolo 18 o ridurre l’Irap?

Io non le metterei in alternativa. E’ importante fare una politica che non punti soltanto a sostenere i redditi con la pur giusta riduzione del prelievo fiscale. Quanto è avvenuto fin qui ci ha fatto capire che i consumi non crescono se non cresce la fiducia liberando anche la vitalita' delle imprese. Questo è il motivo per il quale l’articolo 18 rientra in una strategia che mira a favorire la crescita.

 

(Pietro Vernizzi)

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