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CAOS PD/ Sposetti: perché Renzi non spiega dov'è il patrimonio degli ex Popolari & co?

Pubblicazione:domenica 5 ottobre 2014

Ugo Sposetti (Infophoto) Ugo Sposetti (Infophoto)

“L’appartenenza è un valore imprescindibile, perché è la decisione di fare parte di una comunità o famiglia. Per questo non sono d’accordo con chi parla di partito liquido e sostiene che il numero di tessere sia un fatto relativo”. Lo sostiene Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds, dopo che alcuni quotidiani hanno lanciato la polemica sul calo delle tessere del Pd. Invece di rispondere alle critiche, il dirigente renziano Davide Faraone se l’è presa con l’ex tesoriere: “Incredibile Sposetti. Sequestra il patrimonio del Pci/Pds/Ds e invece di tacere, parla di assenza di iscritti, risorse e democrazia nel Pd”. Ma anche Matteo Orfini, presidente del Pd, al giornalista de L’Espresso che gli chiedeva perché avesse invitato Sposetti a passare l’ex patrimonio dei Ds al Pd ha spiegato: “Io ho detto solo che mi sembrerebbe un bel gesto, attribuire quel patrimonio, che è anche mio e degli iscritti al Pd, e non solo di Sposetti, al Partito democratico. L’ho detto rispondendo a una domanda di un giornalista, che alimentava un dubbio”.

 

Che cosa ne pensa di quello che le ha detto Faraone?

Se un dirigente del Pd autorevole come Faraone dice queste cose, io non ho nulla da rispondere. Sono loro che devono parlare degli iscritti, io che devo dire? Se Faraone invece di rispondere a questa domanda cerca di cambiare discorso, non so che dire. Repubblica ha documentato che il Pd registra un forte calo degli iscritti, un dirigente dovrebbe o rispendere che non è vero oppure argomentare, ma non ricorrere a degli insulti. Io agli insulti non rispondo, anche perché sono iscritto al Pd con la tessera numero 45.

 

Lei ha letto l’intervista di Matteo Orfini sull’Espresso?

Siccome lei sta citando il presidente dell’assemblea nazionale del Pd, mi inchino all’autorità e all’autorevolezza di una carica così importante. Il presidente è il presidente, lo si rispetta, ci si inchina e ci si toglie il cappello. E poi è una tradizione che quelli come Orfini che hanno lavorato per D’Alema abbiano incarichi importanti. Quindi se mi fa domande sulle sue affermazioni, non mi permetto di rispondere.

 

Lasciamo stare Orfini allora. Perché l’ex patrimonio dei Ds non è ancora interamente passato al Pd?

Le cose stanno così. Negli anni ’50 e ’60 ci sono state delle persone che si chiamavano comunisti e che hanno sacrificato giorni di riposo e risorse personali per acquistare e costruire sezioni e case del popolo. In queste ultime oggi sono ospitati i giovani dirigenti del Partito Democratico. In 1.800 sedi su 3.400, il Pd svolge la sua attività. Nella maggioranza delle 1.800 sedi spesso non è corrisposto l’affitto né tantomeno sono pagate le imposte che chiunque altro onorerebbe. L’atto di generosità è già stato compiuto ampiamente, ma la generosità non deve essere scambiata per ingenuità.

 

In che senso?


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