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DA SINISTRA/ Occhetto: il Pd di Renzi, tre "anime" senza un futuro

Achille Occhetto (Infophoto) Achille Occhetto (Infophoto)

La cosa mi stupisce fino a un certo punto. Si è passati da una centralità del partito, e quindi degli strumenti interni al partito, per discutere e fare avanzare una linea politica, per dibatterla anche attraverso la partecipazione, a un’idea della politica fondata essenzialmente sui rappresentanti nei Comuni, nel Parlamento e al governo, cioè nelle istituzioni. Si sono scelte le primarie come fondamentale, e quasi unica forma di partecipazione. Le primarie sono un buono strumento, ma se lasciate da sole finiscono per mettere in secondo piano la funzione della partecipazione e dei partiti.

 

Lei che cosa ne pensa dell’altra anima del Pd, rappresentata da Cuperlo, Bersani e Civati?

Il Pd è un partito irrisolto, che ha tre anime: una componente vetero-pachidermica e molto legata agli interessi dell’apparato, cioè “la Ditta”; nuove forze di giovani che credono effettivamente di poter operare a sinistra; degli innovatori senza principi. Mettere insieme queste tre cose è estremamente difficile. A sinistra quindi vedo soltanto Civati, non la vecchia nomenklatura legata ai vecchi dirigenti del Pd.

 

Ritiene che Civati dovrebbe fondare un nuovo partito?

Se fossi in Civati, per il momento starei tranquillo rispetto al creare nuovi partiti. In questo momento in Italia c’è il problema primario di creare nuove idee e nuova partecipazione. I partiti vengono dopo, sono l’intelaiatura di processi storici e politici di fondo. Bisogna creare dei fatti, e per esempio il patto degli Apostoli tra Vendola e Civati è un fatto interessante che io guardo con favore.

 

(Pietro Vernizzi)

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