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VOTO DI FIDUCIA/ Fioroni: la Cgil ha "ricompattato" il Pd

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Giuseppe Fioroni  Giuseppe Fioroni

Non evoco nessuna scissione né la auspico, ma credo che ciascuno di noi debba fare una profonda riflessione: siamo entrati nel Pse, abbiamo rispolverato il brand della Festa dell’Unità, ma una cosa è chiara, Renzi non esprime una politica massimalista come la Cgil. C’è bisogno di un profondo chiarimento culturale. Chi si trova legittimamente a incarnare e rappresentare una parte della sinistra più massimalista deve capire che quei voti non si sommeranno mai con quelli del Pd riformista e di centrosinistra.

 

Anche Sacconi è intervenuto osservando che è inopportuna una regolazione pubblica dei sindacati. Lei che cosa ne pensa?

In una democrazia moderna e matura, l’autonomia dei corpi intermedi è fondamentale. Ho sempre ritenuto che la politica non dovesse mettere le mani su banche, attività produttive, sindacati e associazioni datoriali. Il Pd deve investire nell’autonomia dei corpi intermedi senza averne paura o preoccupazione. Stabilire regole trasparenti che possano garantire l’autonomia e la trasparenza dei corpi intermedi è il prerequisito perché poi il corpo intermedio possa essere autonomo, libero e sia l’elemento con cui il governo si possa confrontare.

 

La scelta di porre la fiducia non rischia di soffocare il dibattito?

Si pone la fiducia se c’è un appesantimento del dibattito, e soprattutto se c’è una necessità urgente di far recuperare credibilità al Paese. Quando, invece che delle parole, discuteremo dei maxi-emendamenti, ci troveremo dentro le cose che dopo lunghissimi dibattiti accomunano la stragrande maggioranza del Pd.

 

(Pietro Vernizzi)



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