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JOBS ACT/ 1. Fassina: vittoria di Sacconi e Ichino, il Pd esce con le ossa rotte

Stefano Fassina e Susanna Camusso Stefano Fassina e Susanna Camusso

Dobbiamo innanzitutto discutere nel merito, perché in queste settimane non lo abbiamo fatto. Con una virata significativa, il governo ha abbandonato il programma del Partito Democratico e si è sistemato sulla piattaforma di Ncd, di Sacconi, di Ichino, dei burocrati europei e dei liberisti, con una trasformazione profonda rispetto a quello che era il nostro programma e alle parole del presidente del Consiglio di qualche settimana fa, che proponeva il modello tedesco.

 

La virata di Renzi è condivisa dalla base del partito?

No. Dobbiamo ascoltare gli elettori del Pd che in misura molto significativa sono spaventati, non capiscono e non condividono la virata a destra dell’esecutivo. Una virata che mira a indebolire i lavoratori, a ridurre le garanzie e a porre in atto una svalutazione del lavoro. Una manovra che oltre a essere profondamente iniqua aggrava la condizione economica del Paese, la disoccupazione e il debito pubblico.

 

Lei il 25 ottobre scenderà in piazza con la Cgil?

Senza modifiche significative alla delega, ritengo che la manifestazione sia condivisibile e quindi ci sarò.

 

Lei si identifica nelle ragioni della Camusso?

Le posizioni che stiamo portando avanti sono quelle che abbiamo elaborato in questi anni, per contrastare la precarietà e valorizzare il lavoro. Sono le nostre posizioni, prima di quelle del sindacato.

 

E’ possibile una convergenza tra Cgil e minoranza del Pd?

C’è una valutazione di merito che è condivisa non solo dalla Cgil ma anche dagli altri sindacati. Ricordo che il 18 ottobre ci sarà la mobilitazione della Cisl e l’8 novembre una manifestazione unitaria di tutti i sindacati del pubblico impiego.

 

(Pietro Vernizzi)

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