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CAOS SICILIA/ Renzi, Delrio, Crocetta, Faraone: cronaca di uno scambio "indecente"

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Rosario Crocetta, governatore della Sicilia (Infophoto)  Rosario Crocetta, governatore della Sicilia (Infophoto)

Lì ha consegnato il "Megafono", utilizzato nella sua campagna elettorale e alcuni dei suoi più fedeli assessori, tra cui la sua segretaria personale, nominata assessore al Turismo nei mesi scorsi. A Roma ha poi concordato con Delrio un piano di rientro che riguarderà la vita delle due prossime generazioni di siciliani, almeno.

Questa scelta, tanto dolorosa quanto inevitabile, sancisce, senza cerimonie celebrative o pianti di coccodrillo, la fine di quella Autonomia Siciliana tanto vantata quanto mal utilizzata.

Adesso la parola torna alla politica e soprattutto al Pd siciliano che per due anni non si è mai deciso a farla, seppur tramite Crocetta. Si avvera, così, la scherzosa (ma non troppo) previsione del sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio che la settimana scorsa incontrando Davide Faraone a Palermo pare avergli detto: "Tu pensa prima a risolvere il problema del governo Crocetta in Sicilia e poi farai il sottosegretario".

Questa battuta è tornata in mente proprio oggi, visto che proprio oggi Faraone è divenuto sottosegretario; e così l'uno potrà dedicarsi alla cura della scuola italiana e l'altro finalmente alla Giunta del suo governo ter. 

C'è ora da verificare la compatibilità e la conferibilità tra le nomine comunicate a voce e quelle da attribuire con atto amministrativo. Molti degli assessori indicati, infatti, hanno ricoperto alti ruoli burocratici e di controllo, in Sicilia come a Roma.

Ma ormai il clima è rasserenato e c'è tempo per ogni verifica. Così almeno si augurano i siciliani, felici di avere un governo che governa. Speriamo che sia vero. 



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