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SCENARIO/ Formica: così Renzi regala l'Italia (che produce) alla Cgil

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Tutta la baldanza che ha avuto Renzi contro il sindacato sta già rientrando di fronte alla prima scossa di piazza. Il segretario del Pd era partito con l’idea che non si discute delle questioni generali con il sindacato e che quest’ultimo si deve occupare di fare i contratti insieme alle aziende. Nel giro di pochi giorni il premier è già pronto a discutere con il sindacato delle politiche industriali. In questo modo si è già rimangiato tutta quanta la baldanza precedente alla manifestazione della Cgil.

 

All’interno del Pd di Renzi, quanto è rimasto del riformismo di sinistra di Bettino Craxi?

Sono due cose completamente diverse e che non c’entrano nulla tra loro. Craxi era nel solco della tradizione del socialismo italiano. Anche se non vogliamo essere offensivi nei confronti dell’attuale premier, dicendo che si situa nel solco delle tradizioni semi-autoritarie della politica italiana, sicuramente però dobbiamo constatare che è fuori da ogni solco della tradizione e del pensiero dei cattolici democratici.

 

Come vede la sfida di rinnovare la politica italiana che sta affrontando Renzi?

Trovo emblematica da questo punto di vista la questione dell’attacco al sindacato, portato avanti da Renzi solo tre giorni fa. Ieri il premier, già impaurito per il primo scontro di piazza, voleva discutere le politiche industriali con Cgil, Cisl e Uil. In questo modo ha riconosciuto che il sindacato è un soggetto che discute di temi politici generali, come è nella storia del sindacalismo italiano.

 

Renzi si è reso conto di avere sottovalutato la Cgil?

Se vogliamo dare un giudizio senza cattiveria, ma sereno e obiettivo, Renzi è uno che vive alla giornata. Chi vive alla giornata non è un riformatore.

 

Vive alla giornata perché si trova in una situazione di emergenza?

No, vive alla giornata perché non ha pensiero.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
10/11/2014 - lo scenario Formica (alberto servi)

Rino Formica ex Ministro dei Trasporti all'Epoca della caduta del DC-9 Itavia tra Ponza e Ustica che causo' la morte degli 81 occupanti si picca di dare "giudizi senza cattiveria ma sereni e obiettivi". Sara' bene ricordare il suo giudizio da esperto, manifestato dalla poltrona di Ministro dei Trasporti: "il DC-9 Itavia e' caduto per cattiva manutenzione".

 
03/11/2014 - Formica può guardare Renzi dall'alto in basso (Pino Palumbo)

Signor Cripppa, non mistifichiamo la storia. I governi di cui faceva parte Rino Formica duravano a volte pochi mesi, ma erano i governi che hanno fatto la riforma della scuola media unificata, la nazionalizzazione dell'energia elettrica, l'istituzione del servizio sanitario nazionale, l'attuazione delle regioni ed anche il taglio della scala mobile. Riformista, quest'ultima, che Craxi fece con l'accordo della maggioranza del sindacato (la Cisl, la Uil e mezza Cgil erano con lui), mentre Renzi dice che lui col sindacato non tratta, con un autoritarismo da burletta. Quella della Prima Repubblica era appunto una classe politica che faceva le riforme e le faceva epocali. In questo ventennio di Ulivo e Berlusconi, non si è fatto invece nulla di nulla. E lo stesso Renzi finora non ha fatto niene, ma solo annunci. Pertanto Rino Formica, che ha fatto parte di governi che hanno inciso sulla storia d'Italia, può continuare a guardare l'inconclundente Renzi dall'alto in basso.

 
01/11/2014 - Reminder (Giuseppe Crippa)

In genere i giudizi sopra le righe sono dettati dall’invidia. Ovviamente quella di Formica è una invidia di natura politica, non personale, verso un personaggio che le riforme cerca di farle davvero e mi auguro riesca. Le riforme compiute dai governi nei quali fu ministro Formica non mi pare siano passate alla storia… Ricordo a Patrini che, continuando così le cose, tra meno di due mesi avrà perso la sua scommessa e mi dovrà un caffè.

 
01/11/2014 - Duro, ma vero. Purtroppo (Luigi PATRINI)

Giudizio duro su Renzi quello di Formica, però non riesco a dargli torto anche se Formica viene da una storia che non condivido. Certo: Renzi vive alla giornata, per questo è solo un politico e difficilmente potrà diventare uno statista. E' vero: l'unica progettualità è vivere alla giornata, d'altra parte ...così fan tutti. Almeno così a me sembra, perchè vedo troppi impegnati e preoccupati di portarsi a casa qualcosa e del resto non hanno alcuna preoccupazione. Siamo ad una svolta: forse tra qualche tempo la democrazia non sarà più neppure sui libri di storia del nostro Paese: temo che chi oggi sta vincendo farà riscrivere la storia. Ma i primi a giocare sono i nostri parlamentari, o, almeno, la stragrande maggioranza di loro, attratta dai ludi cartacei del Parlamento. Hanno proprio perso il gusto della fatica che costruisce, della durezza di un lavoro davvero preoccupato del bene, anzi del Bene Comune. Così si accontentano di ...passare 'a nuttata!