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SCENARIO/ Formica: così Renzi regala l'Italia (che produce) alla Cgil

Se vogliamo dare un giudizio senza cattiveria, ma sereno e obiettivo, Renzi è uno che vive alla giornata. Lo dice RINO FORMICA, secondo cui nessuno sa che cosa sarà domani Renzi

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

“Se vogliamo dare un giudizio senza cattiveria, ma sereno e obiettivo, Renzi è uno che vive alla giornata. Nessuno sa che cosa sarà domani Renzi, e quando dico domani non intendo in un futuro lontano ma di qui alle prossime 24 ore”. Sono le parole di Rino Formica, ex ministro delle Finanze e del Lavoro, secondo cui “al primo scontro di piazza la baldanza del premier è scomparsa, ed ha ceduto ai sindacati su tutta la linea dicendo che vuole discutere insieme a loro la politica industriale del Paese”. Ma la giornata di ieri, oltre che dal dibattito all’interno del Pd, è stata caratterizzata anche dalla nomina di Paolo Gentiloni come nuovo ministro degli Esteri.

 

Che cosa ne pensa di Gentiloni alla Farnesina?

Gentiloni è una brava persona ed è già stato ministro. La questione non è stata risolta come intendeva originariamente Renzi, che alla Farnesina voleva un po’ di “fanciulle del suo orto”.

 

La nomina di Gentiloni è stata imposta da Napolitano?

Napolitano ha rifiutato la rosa dei nomi delle “figlie della giovane Italia” e ha chiesto a Renzi un ministro di esperienza. Non so dire se alla fine il nome di Gentiloni sia stato fatto dal Quirinale o da Palazzo Chigi, ma si tratta di una figura rispetto a cui Renzi si è trovato a non avere nulla da obiettare né sul piano personale né sul piano dell’esperienza.

 

Napolitano ha cercato di bilanciare un governo troppo “renziano”?

Non credo, il capo dello Stato non poteva entrare nel gioco interno del Pd. In questa nomina vedo semplicemente il fatto che Renzi ha voluto tagliare la strada al suo antagonista fiorentino, Lapo Pistelli, viceministro degli Esteri, che proprio per la sua lunga esperienza era il candidato naturale per succedere alla Mogherini. Pistelli in passato è stato un antagonista di Renzi nell’ambito degli ex democristiani fiorentini, e quindi alla fine la scelta è caduta su Gentiloni.

 

Come vede in questo momento il Pd?

Per il momento il Pd è un fritto misto. Indubbiamente rappresenta una rottura in tutti i campi con la storia di tutte le sue correnti di provenienza. Che cosa sia oggi il Pd quindi è un problema della sua leadership, mentre gli italiani hanno cose ben più serie di cui occuparsi.

 

Che cosa ne pensa dello scontro tra Pd e sindacati?


COMMENTI
10/11/2014 - lo scenario Formica (alberto servi)

Rino Formica ex Ministro dei Trasporti all'Epoca della caduta del DC-9 Itavia tra Ponza e Ustica che causo' la morte degli 81 occupanti si picca di dare "giudizi senza cattiveria ma sereni e obiettivi". Sara' bene ricordare il suo giudizio da esperto, manifestato dalla poltrona di Ministro dei Trasporti: "il DC-9 Itavia e' caduto per cattiva manutenzione".

 
03/11/2014 - Formica può guardare Renzi dall'alto in basso (Pino Palumbo)

Signor Cripppa, non mistifichiamo la storia. I governi di cui faceva parte Rino Formica duravano a volte pochi mesi, ma erano i governi che hanno fatto la riforma della scuola media unificata, la nazionalizzazione dell'energia elettrica, l'istituzione del servizio sanitario nazionale, l'attuazione delle regioni ed anche il taglio della scala mobile. Riformista, quest'ultima, che Craxi fece con l'accordo della maggioranza del sindacato (la Cisl, la Uil e mezza Cgil erano con lui), mentre Renzi dice che lui col sindacato non tratta, con un autoritarismo da burletta. Quella della Prima Repubblica era appunto una classe politica che faceva le riforme e le faceva epocali. In questo ventennio di Ulivo e Berlusconi, non si è fatto invece nulla di nulla. E lo stesso Renzi finora non ha fatto niene, ma solo annunci. Pertanto Rino Formica, che ha fatto parte di governi che hanno inciso sulla storia d'Italia, può continuare a guardare l'inconclundente Renzi dall'alto in basso.

 
01/11/2014 - Reminder (Giuseppe Crippa)

In genere i giudizi sopra le righe sono dettati dall’invidia. Ovviamente quella di Formica è una invidia di natura politica, non personale, verso un personaggio che le riforme cerca di farle davvero e mi auguro riesca. Le riforme compiute dai governi nei quali fu ministro Formica non mi pare siano passate alla storia… Ricordo a Patrini che, continuando così le cose, tra meno di due mesi avrà perso la sua scommessa e mi dovrà un caffè.

 
01/11/2014 - Duro, ma vero. Purtroppo (Luigi PATRINI)

Giudizio duro su Renzi quello di Formica, però non riesco a dargli torto anche se Formica viene da una storia che non condivido. Certo: Renzi vive alla giornata, per questo è solo un politico e difficilmente potrà diventare uno statista. E' vero: l'unica progettualità è vivere alla giornata, d'altra parte ...così fan tutti. Almeno così a me sembra, perchè vedo troppi impegnati e preoccupati di portarsi a casa qualcosa e del resto non hanno alcuna preoccupazione. Siamo ad una svolta: forse tra qualche tempo la democrazia non sarà più neppure sui libri di storia del nostro Paese: temo che chi oggi sta vincendo farà riscrivere la storia. Ma i primi a giocare sono i nostri parlamentari, o, almeno, la stragrande maggioranza di loro, attratta dai ludi cartacei del Parlamento. Hanno proprio perso il gusto della fatica che costruisce, della durezza di un lavoro davvero preoccupato del bene, anzi del Bene Comune. Così si accontentano di ...passare 'a nuttata!