BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NAPOLITANO/ Così re Giorgio manda all'aria i calcoli di Renzi e Silvio

Pubblicazione:lunedì 10 novembre 2014

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Questo evento — politicamente temuto o favorito a seconda delle rispettive posizioni — potrà così verificarsi senza che la sostituzione temporanea al vertice dello Stato ne sia ostacolo insormontabile. La successione dei due rinnovi anticipati, poi, sarà determinata dal succedersi degli eventi e dalla volontà politica prevalente, esistendo disposizioni costituzionali che consentono entrambe le soluzioni.  

Anche l'attuale governo che, come i due precedenti, è nato sotto tutela presidenziale, non può che prendere atto della comunicazione del presidente. L'ombrello offerto dal capo dello Stato sta per chiudersi e la stagione delle piogge sta per abbattersi sull'esecutivo, non solo dal punto di vista metereologico, ma soprattutto dal punto di vista politico. Il parlamento è parimenti avvertito: il riferimento presidenziale nella determinazione dei valori e degli interessi da porre al centro della politica nazionale, sta per venir meno. 

Un forte sommovimento è dunque alle porte. E lo stesso percorso delle riforme, che proprio in questi giorni si voleva improvvisamente accelerare, sembra ora destinato a chiudersi nuovamente in un insuccesso. Venuta meno la garanzia presidenziale di una pari considerazione dei due partiti più forti, il "libera tutti" è di piena evidenza. La stessa parziale conclusione — del tutto diversa rispetto alle previsioni che erano fondate sul solo accordo tra i soli due partiti della cosiddetta maggioranza delle riforme — della vicenda relativa all'elezione parlamentare dei giudici costituzionali, dimostra già che il modello politico-istituzionale voluto da questa Presidenza è fortemente incrinato e destinato forse ad infrangersi definitivamente contro le difficoltà di una situazione economica, sociale e finanziaria da far tremare i polsi a chiunque.   

Circa la tempistica, la coincidenza del comunicato presidenziale con alcune vicende di grandissimo rilievo internazionale non deve essere trascurata, tenuto conto della particolare sensibilità del nostro Paese, proprio a causa della particolare posizione dell'Italia rispetto all'evolversi del panorama geo-politico europeo e mondiale. Le recenti elezioni nord-americane, in particolare, segneranno una buona parte delle nuove relazioni con il Paese leader dello schieramento alleato nello scacchiere internazionale. Come noto, soprattutto con Napolitano il ruolo del presidente è stato centrale nella politica estera ed europea dell'Italia, come ricordato ultimamente dallo stesso capo dello Stato allorché si è trattato di scegliere il nuovo ministro degli Esteri.  

E' allora evidente che nella successione di Napolitano si confronteranno non solo personalità più o meno differenti o innovative, ma soprattutto si contrapporranno strategie politiche che dovranno confrontarsi con i nuovi equilibri che si stanno determinando nel confronto tra le potenze mondiali e con gli Stati che aspirano a diventare potenze regionali, ivi compresa, nel decisivo campo europeo, la Germania. Attorno alla carica del presidente ruota l'intero sistema delle nostre istituzioni pubbliche: occorrerà massima cura ed attenzione nel determinare chi succederà a Napolitano. E' in gioco il destino della Nazione.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
10/11/2014 - Ecco i risultati della guerra a Berlusconi (Carlo Cerofolini)

Questi sono i risultati di un ventennio che ha avuto un solo scopo quello di distruggere Berlusconi, il centrodestra e tutte le riforme da questi fatte – compresa quella Costituzionale, che se non fosse stata cassata dal referendum fortemente voluto dalle sinistre ora saremmo tutto in una situazione sicuramente migliore - cosa che ha fortemente contribuito a portare l’Italia alla rovina.

 
10/11/2014 - Per risolvere sì al presidenzialismo (Carlo Cerofolini)

Inutile girarci intorno, per risolvere occorre riscrivere la Costituzione in senso presidenziale. Tutto il resto è perdente.