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RENZATE/ Il nuovo pifferaio di Hamelin e la vendita in Borsa del Colosseo e degli Uffizi...

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Accade così che il renzismo non sia niente altro che la naturale prosecuzione del berlusconismo (come è già stato rilevato da più parti), che ha imbambolato  gli italiani mentre  in realtà si stava dando il colpo di grazia ad un paese già quasi completamente soffocato da un enorme debito pubblico accumulato in tanti anni di palese od occulto consociativismo. Renzi se la prende spesso con la vecchia politica, causa di tutto questo…ma lui che fa? Quali progetti di largo respiro propone? Per il momento si avverte solamente il suo bisogno di raccattare ovunque un po' di risorse da scambiare con consenso, cominciando magari a vendere i gioielli di famiglia. La messa sul mercato di Rai Way è emblematica: come si fa ad alienare anche solo in parte le torri del Servizio Pubblico che costituiscono il principale asset per le telecomunicazioni di cui il paese dispone? Tutto per raccattare qualche centinaio di milioni? Qualche giornalista si è permesso di sollevare pure un qualche dubbio sugli incontri che il neopresidente fa con capitalisti e investitori stranieri. "Gente che vuole investire in Italia o… gente che vuol comprarsi i pezzi migliori dell'Italia a prezzi da saldo"? Così è stato scritto… ma nessuno si è scomposto! 

Conoscendo alcuni dei personaggi saltati sul carro renzista in occasione delle Leopolde, sorge poi legittimo il dubbio che intorno all'attuale premier si stia aggregando un bel gruppo di aspiranti potenti e neo-furbetti, che mascherandosi dietro l'orgoglio nazionale e la rivendicazione delle nuove magnifiche sorti e progressive del made in Italy, si apprestano a svenderlo all'estero, ricavandoci sopra una bella commissione o altri tornaconti. La vicenda della Ferrari non ci dice nulla? Certo, è tutto formalmente legittimo, ma il querulo Renzi non dice nulla sul fatto che uno dei marchi simbolo del nostro paese venga usato in Borsa come pegno finanziario non per il suo potenziamento e magari per il raddoppio della sua capacità produttiva…ma per rimpinguare le casse di una impresa non più nazionale  che sta scommettendo su un business ancora incerto, mentre è all'inseguimento di altre imprese assai più consolidate e con una ricca pipeline di modelli competitivi e innovativi? Yoda non ci vuole credere, ma purtroppo di sospetti di questo genere si legge ogni giorno. Inoltre crescono ad ogni tweet, ad ogni nuova figura retorica utile a spingere più in là la data del mantenimento delle promesse. Anche perché nel contempo la legge elettorale e il premio di maggioranza sembrano essere diventati l'unica priorità del paese: "dobbiamo mettere in grado il paese di essere governato"…Ricordate qualcuno che diceva "avrei fatto le riforme se avessi potuto governare da solo…".

Il renzismo né più né meno come il berlusconismo, quindi: tanta affabulazione, tanta comunicazione tanta "capacità di dispensare dichiarazioni su tutto e il contrario di tutto, con insofferenza verso quei pochi che gli fanno notare contraddizioni e limiti", come ha appena scritto su ilsussidiario.net Roberto Locatelli. 



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