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CAOS JOBS ACT/ Boccia (Pd): non si risolve il problema del lavoro con un documento

Pubblicazione:venerdì 14 novembre 2014

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Il testo del Senato era basato oggettivamente sull’impianto di Sacconi e resta tale. Se si cancellano tutele e diritti e poi non si mettono le risorse necessarie, l’effetto che si ha sul mondo del lavoro è sotto gli occhi di tutti.

 

A questo punto Ncd potrebbe creare problemi al governo?

Non lo so. E’ compito del governo mediare e non mi sembra che le richieste fatte da Damiano siano insostenibili. Questo comunque deve chiederlo a Ncd. Il mio impegno in questo momento è che le modifiche sulle questioni economiche e sociali vadano in senso redistributivo, a tutela dei più deboli e delle imprese e soprattutto che siano di sinistra.

 

E’ in corso un dialogo con altri parlamentari per allargare la base del consenso sul Jobs Act?

No. Sul Jobs Act il problema non è la base del consenso né la base del dissenso. Il Jobs Act è composto soltanto da deleghe sul lavoro che il Parlamento dà al governo. Sono quindi tutti decreti che si faranno nel 2015 e nel 2016, e non deve essere il redde rationem sul lavoro. Dobbiamo cercare di far sì che in questo Paese la gente trovi lavoro e lo trovi nel più breve tempo possibile, che le imprese abbiano convenienza a produrre valore anche attraverso la valorizzazione del lavoro. Questo è ciò che conta, tutto il resto è aria fritta, sia se è detta da un lato che dall’altro. Tutto questo non si può fare cancellando i diritti e non mettendoci i soldi. Ora si è ripristinato un minimo di discussione, ma non si risolve il tema del lavoro con un documento.

 

(Pietro Vernizzi)



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