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SCENARIO/ Polito: il voto anticipato è (ancora) dietro l'angolo

Pubblicazione:sabato 15 novembre 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

L’incontro non ha cambiato di molto le cose, anzi il problema non mi sembra risolto. Berlusconi ha fatto finta di concedere qualcosa alla sua minoranza interna, cioè a Fitto, mantenendo la sua perplessità sulla questione del premio di maggioranza alla lista e sulle soglie di sbarramento. Il Cavaliere in realtà ha dato via libera a Renzi, dicendogli che di fatto Forza Italia non farà le barricate contro questa legge. In questo modo Berlusconi ha deluso quella parte del partito che continua a pensare che Berlusconi conceda troppo a Renzi.

 

Le aperture di Renzi e Berlusconi alle rispettive minoranze all’interno dei loro partiti si spiegano con il fatto che Napolitano ha escluso elezioni anticipate?

Non credo, anche perché non sono sicuro che i problemi tanto di Renzi quanto di Berlusconi con le loro rispettive minoranze interne siano stati risolti. E anche le stesse elezioni anticipate non sono scongiurate, perché se davvero Napolitano si dimettesse all’inizio dell’anno il nuovo capo dello Stato potrebbe decidere di sciogliere le Camere.

 

Dopo l’accordo con Renzi, Berlusconi è un leader privo di contenuti politici?

Diciamo che sin dalla nascita del governo Renzi, Berlusconi sta privilegiando la sua posizione personale rispetto al futuro del suo partito. Pensa che la cosa per lui più importante sia quella di restare in campo, continuare a essere influente e contare nella scelta del nuovo presidente della Repubblica, sperando che quest’ultimo sarà più magnanimo nei confronti della sua situazione giudiziaria.

 

Che cosa ne pensa nel merito sull’Italicum?

La mia posizione è contraria al premio di maggioranza anche perché non c’è Paese occidentale tranne Israele in cui ci sia. Del resto basta che 25 parlamentari fuoriescano dal partito che vince le elezioni perché quest’ultimo non abbia più la maggioranza. Il primo partito elegge 240 deputati, di cui 140 con le preferenze, e su questi ultimi non c’è un controllo diretto della segreteria.

 

(Pietro Vernizzi)



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