BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

DIETRO LE QUINTE/ Quirinale, l'ipotesi di De Benedetti spiazza Renzi

Giorgio Napolitano (Infophoto)Giorgio Napolitano (Infophoto)

Napolitano ha però tagliato la strada alla fuga nelle elezioni anticipate. Eleggere con il voto segreto del Parlamento un presidente che lo sciolga poco dopo non è facile e l'elezione presidenziale per Renzi è come una fiducia non a voto palese.

Una via d'uscita l'ha indicata Carlo De Benedetti nella sua intervista al Corriere della Sera. L'editore di Repubblica, finora considerato sponsor di Walter Veltroni al Quirinale, ha telegraficamente affossato la candidatura. De Benedetti ne ha infatti evidenziato la principale controindicazione nel senso che — ha sottolineato — al Quirinale occorre una personalità di prestigio istituzionale ma che non faccia ombra mediatica a Renzi. Un'affermazione che esclude innanzitutto l'ex sindaco di Roma che come l'ex sindaco di Firenze vive gli incarichi pubblici come un palinsesto televisivo e cioè con incontenibile invadenza mediatica. 

Inoltre nel segreto dell'urna il patto del Nazareno, per reggere, deve allargarsi e comprendere anche ex Pci. L'identikit di De Benedetti che privilegia una personalità di prestigio istituzionale e internazionale (ma che non "buca" lo schermo televisivo e cioè di basso profilo mediatico se non antipatica) ed accettabile per  uno schieramento che vada da Berlusconi a D'Alema non ha molti volti oltre a quello di Giuliano Amato (che scrisse il decreto per le tv di Mediaset e affianca D'Alema al vertice della Fondazione Italinieuropei). 

Ora Matteo Renzi deve fare bene i conti e decidere se è in grado di affrontare il voto segreto, accettare di eleggere al Quirinale non un suo "cavallo" oppure chiedere a Giorgio Napolitano di rimanere almeno fino all'Expo di maggio rinunciando quindi alla "fuga" elettorale in primavera. 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
17/11/2014 - aspettando un nuovo Presidente della Repubblica. (umberto persegati)

commento interessante, basato su indizi e supposizioni o su indiscrezioni? L'elezione sulla base del c.d. consultellum è una sfida che assicura una rappresentanza proporzionale alle liste in parlamento ma non assicura la governabilità: se prevalesse l'interesse generale sarebbe un bene, ma purtroppo i partiti tendono, nei fatti, a far coincidere l'interesse generale col proprio interesse, ed esperienza insegna che nessuna situazione contingente (leggi crisi o catastrofe o situazioni di pericolo pubblico) li induce a trovare un accordo.