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RENZI -13 PER CENTO/ Sgarbi: la gente del Pd non sa più con chi stare

Pubblicazione:lunedì 17 novembre 2014

Matteo Renzi Matteo Renzi

Il partito di Berlusconi era sceso al 14%, e a quel punto non poteva fare altro che risalire. Se anche Forza Italia adesso è al 15% non mi sembra un grande risultato. Il dato fondamentale è che l’avvicinamento di Berlusconi a Renzi e il fatto che il consenso del partito si attesti su cifre più piccole, attesta in modo inequivocabile che è finito il bipolarismo.

 

Nei prossimi mesi Renzi manterrà questo primato politico o inizierà a scendere la china?

A Renzi conviene andare a elezioni anticipate, consolidando un dato che vede comunque il Pd intorno al doppio di Forza Italia e M5S. Più passa il tempo però e più queste distanze potrebbero accorciarsi. Per vanificare questo rischio il premier deve andare quanto prima al voto, anche perché finora non ha mai ottenuto direttamente la legittimazione dell’urna.

 

Il fatto che sul Jobs Act Renzi abbia deciso di mediare con la sinistra interna è una mossa per compattare il partito in vista dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica?

No, credo che l’obiettivo di Renzi sia semplicemente quello di limitare le tensioni. Non si può andare avanti con una tensione sociale che fa pensare che Renzi non capisca le esigenze del Pd. Il premier deve quindi mediare, perché quantomeno non rischia di rompere la sinistra. Non andrebbe così incontro al rischio di una sconfitta elettorale, anche se in tempi medio-lunghi gli conviene liberarsi della sinistra.

 

(Pietro Vernizzi)



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