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JOBS ACT/ 1. Albertini: (Ncd): il Governo salta se non si trova la quadra

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Questa è la nostra proposta, anche perché è ciò che succede nel resto del mondo. Il reintegro del modello tedesco, che è tanto ventilato come paradigma, e che secondo la sinistra dovrebbe essere il criterio ispiratore anche della nostra riforma, nella realtà si compie solo ed esclusivamente su basi consensuali. Ha a che vedere con il cosiddetto tentativo di conciliazione, che viene portato avanti anche nei rapporti matrimoniali. Una coppia che ha deciso di separarsi può ripensarci e decidere di tornare insieme. Anche in quel caso il reintegro può funzionare, ma solo a queste condizioni. Il reintegro coatto in Germania invece non c’è. La nostra posizione sul licenziamento disciplinare è questa. Ben diverso è il caso se c’è qualcosa che è eccepito come un trattamento vessatorio, un licenziamento abusivo o discriminatorio. Quest’ultimo è quello che riguarda gli articoli della Costituzione che parlano di libertà religiosa, opinioni politiche, uguaglianza o orientamento sessuale.

 

Se non si trova un accordo sul Jobs Act il governo cadrà?

Se c’è un’altra maggioranza, potrà essere messa in discussione anche la maggioranza di governo. Il Jobs Act non è infatti una questione secondaria ma che riguarda il programma di governo. Se il governo pone la fiducia sul Jobs Act, al cui interno sono inserite norme che noi non condividiamo, Ncd pur non esprimendo un voto contrario non voterà. Se a votare il Jobs Act alla fine dovessero essere Pd e M5S, a qual punto si porrà il problema di quale maggioranza di governo ci sia. E’ già successo con la riforma sulla responsabilità civile dei giudici, circostanza nella quale il Pd ha votato insieme al M5S contro emendamenti che aveva presentato Ncd con la benedizione del governo che poi ha cambiato posizione.

 

(Pietro Vernizzi)

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