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Politica

#MATTEOSTAISERENO/ Fassina: 8 spunti a Renzi per far qualcosa di sinistra

I nostri emendamenti correggono una rotta che è comunque inadeguata. Lo spiega STEFANO FASSINA, secondo cui andava fatta una manovra espansiva e messe molte più risorse sugli investimenti

Stefano FassinaStefano Fassina

“I nostri emendamenti correggono una rotta che è comunque inadeguata. Avremmo dovuto fare una manovra espansiva e mettere molte più risorse sugli investimenti”. Lo sottolinea il deputato del Pd, Stefano Fassina, che insieme ad altri esponenti di spicco della sinistra dem ha presentato ieri otto emendamenti firmati da una trentina di deputati. Insieme a lui Giuseppe Civati, Alfredo D’Attorre, Margherita Miotto e Gianni Cuperlo. L’iniziativa ha subito sollevato la polemica dei renziani. Ernesto Carbone, responsabile innovazione della segreteria del Pd, ha attaccato: “Senza entrare nel merito dei contenuti, è davvero incredibile che parlamentari, che fino a prova contraria fanno parte di un gruppo politico, convochino una conferenza stampa per illustrare emendamenti alla legge di stabilità pensati e redatti senza tener conto di una discussione nel gruppo e nella commissione competente”.

Che cosa chiedete con gli otto emendamenti?

Ciò che chiediamo è di cambiare una politica economica che non affronta in modo adeguato i problemi che abbiamo di fronte. Vogliamo rimettere al centro problemi come l’esplosione della povertà e la carenza di investimenti, e necessità come il contrasto alla precarietà e il sostegno alle micro e piccole imprese. Questa è la ragione per cui abbiamo proposto otto emendamenti, che intervengono attraverso l’Isee per sostenere le famiglie con figli a carico, sia per quanto riguarda il bonus Istat da 80 euro, sia per quanto riguarda il bonus bebè.

Perché volete modificare il meccanismo del bonus?

E’ davvero insostenibile sul piano dell’equità dare 80 euro al mese a chi ha 90mila euro di reddito, e non dare nulla a chi ha perso il lavoro precario ed è in condizioni di povertà assoluta. Per aumentare le risorse e contrastare la povertà, l’imposta di successione sulle grandi fortune ereditate può avere un modesto innalzamento. Ci facciamo carico di una promessa non mantenuta da parte del governo per quanto riguarda le risorse degli ammortizzatori sociali.

Quali saranno le conseguenze delle vostre proposte sugli equilibri del governo?

Le nostre sono proposte che stanno dentro ai quadri di finanza pubblica previsti dal governo. Speriamo che ci possa essere attenzione da parte dell’esecutivo, perché non c’è nessuno snaturamento. Gli 80 euro dell’Irpef rimangono ai lavoratori dipendenti, con una riduzione del cuneo fiscale. Li distribuiamo in modo che una famiglia con due figli possa riceverli, mentre oggi non è così.

Quali margini ci sono perché questi emendamenti possano essere approvati?