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LETTERA/ Stato contro Regioni, chi è la "vittima" del centralismo alla Renzi?

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A ciò si aggiunge la contrapposizione tra l’ultima Leopolda e la manifestazione promossa con successo dalla Cgil in piazza a Roma, che ha evidenziato come il Pd (e non solo Forza Italia, il Movimento 5 Stelle, in parte la stessa Lega e altri partiti) sia sempre più un “partito persona”, che si dimostra quasi insofferente alla piazza, al confronto democratico, all'autonomia delle Regioni, in particolare d quelle speciali.
Forse ha ragione Ernesto Galli della Loggia quando conclude un suo fondo sul Corriere della Sera osservando che il successo di Renzi “si accompagna alla solitudine. Ma proprio in quella solitudine, bisogna dirlo, c'è qualcosa che inquieta: l'ombra di un rischio, il sentore di un eccesso”. Una solitudine, aggiungo io, che lo isola sempre più non solo nel suo partito, ma rispetto a chiunque rivendichi un’autonomia (sindacati, Parlamento, associazioni imprenditoriali, eccetera). La situazione è preoccupante perché dal fastidio verso ogni forma di autonomia e quindi indirettamente anche per il federalismo e la sussidiarietà (scomparsi dal nuovo lessico della politica italiana), emerge una malcelata insofferenza nei riguardi della democrazia.

Per evitare il “rischio” e “l’eccesso” paventati da Galli della Loggia, sono convinto che oggi la vera battaglia di libertà è rimettere al centro del dibattito i temi dell’autonomia intesa come capacità di assunzione di responsabilità e della sussidiarietà in tutte le sue accezioni. Non solo come antidoti ad un centralismo liberticida, ma anche come riconoscimento, valorizzazione e promozione dei soggetti più vivi e costruttivi presenti nel Paese e da cui dipendono il futuro e la speranza della nostra società anche e soprattutto in questo periodo di crisi.  

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COMMENTI
02/11/2014 - commento (francesco taddei)

le regioni sono state una decisione dello stato. non sono repubbliche. vanno ridotte e ingrandite e rese autonome sulle loro competenze (anche queste da rivedere) con entrate sicure. poi una cessazione delle ostilità dei cittadini delle regioni autonome verso gli italiani (senza i quali non potrebbero godere dei loro privilegi) sarebbe almeno doverosa. quindi mettere in appalto tutte le aziende a partecipazione. insomma un bello snellimento. cominciamo oggi e tra cinquant'anni forse ci saremo riusciti...forse.