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Politica

SCENARIO/ Turci: le Regionali saranno l'inizio della fine di Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Sì. Renzi ha già toccato il culmine della popolarità e alcuni nodi cominciano a venire al pettine. E’ in atto una forte protesta dei sindacati che dopo avere chinato la testa per anni, hanno deciso di non lasciarsi “asfaltare” da Renzi. Le aziende in crisi sono sempre più numerose e ciò provoca preoccupazione, paura e scontento per le politiche del governo. Se poi aggiungiamo la rivolta o comunque le tensioni alla periferia di grandi città, nonché il fatto che nell’economia europea una svolta non è ancora in vista, anzi la situazione continua a peggiorare, è chiaro che questo insieme di fattori sta determinando un certo arretramento dei consensi intorno a Renzi. Il presidente del consiglio non può pensare di avere trovato una bicicletta con un motore atomico che avanti senza pedalare.

 

Intende dire che il premier sta vivendo di rendita?

La politica tutta immaginifica, tutta chiacchiere futuribili di Renzi continua ad andare a sbattere contro limiti evidenti. L’unica cosa concreta che sta portando a casa Renzi è il Jobs Act che in termini secchi è una riduzione dei diritti dei lavoratori. Mentre non c’è neppure quell’estensione delle protezioni sociali che era promessa in cambio. Al momento non si parla più della riforma del Senato, che è francamente indecifrabile in termini di logica e di razionalità costituzionale. E così la gente che aveva sperato in un miracolo o nella svolta salvifica incomincia a manifestare alcuni dubbi.

 

Che cosa ne pensa del fatto che la Cisl abbia deciso di non aderire allo sciopero del 12 dicembre, rompendo l’unità sindacale?

La rottura dell’unità sindacale ultimamente è stato il dato dominante, e non è la novità del prossimo 12 dicembre. Questi sono stati gli anni dei contratti separati, degli accordi separati con il governo Berlusconi e con il ministro Sacconi sottoscritti da Cisl e Uil contro Cgil e Fiom. La vera novità del 12 dicembre è piuttosto il fatto che allo sciopero generale aderisce anche la Uil. La Cgil è partita da sola e adesso la protesta si allarga. Vedo quindi una crescita dell’unità sindacale e non una sua rottura.

 

Eppure la Cisl continua a restare in disparte…


COMMENTI
20/11/2014 - Buone notizie... (Giuseppe Crippa)

Per me una buona notizia sarebbe la fine dell’apprezzamento della gente per il populismo grillino. Dio conceda all’Italia una grazia che gli italiani non meritano e nella Sua infinita misericordia la salvi da se stessa!

 
20/11/2014 - Una buona notizia (Luigi PATRINI)

La fine di Renzi? Finalmente una buona notizia... Oportet ut scandala eveniant...ma Guai a colui per colpa del quale avvengono! Dio salvi l'Italia!