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LANDINI vs RENZI/ Sapelli: nessun vincitore e una sola vittima

Maurizio Landini (Infophoto) Maurizio Landini (Infophoto)

Su questo ha ragione Renzi, con il Jobs Act si è fatto un passo avanti. Io sono per l’abolizione dello Statuto dei lavoratori, perché sono convinto del fatto che dovremmo tornare a un ordinamento intersindacale. Quando è stato approvato lo Statuto dei lavoratori abbiamo compiuto un grave errore, tanto è vero che all’epoca il Partito comunista votò contro.

 

Che cosa è cambiato da allora?

Il Pci allora era ancora un partito del movimento operaio, e non un partito radicale di massa come è diventato in seguito, e riteneva inammissibile che lo Stato intervenisse così direttamente nelle relazioni industriali. Anche la Cisl si disse contraria, con l’allora segretario Bruno Storti che sottolineò a un congresso: “Il nostro Statuto è il contratto”. La mia posizione è ancora quella, il Jobs Act è un passo avanti soprattutto perché prevede l’apprendistato come apripista per il contratto a tempo indeterminato.

 

Come vede invece lo sciopero del 12 dicembre, cui aderiscono Cgil e Uil ma non la Cisl?

La posizione della Cisl è quella più razionale. In un momento di crisi, in cui le imprese sono sull’orlo del fallimento, scioperando si fa solo un piacere ai datori di lavoro. Questi ultimi sono ben contenti che i lavoratori incrocino le braccia, perché così risparmiano un giorno di stipendio. Se si deve parlare dello sciopero come arma dei lavoratori, questo è quindi proprio il momento in cui, come diceva Giuseppe Di Vittorio, bisogna “fare gli scioperi a rovescio”, cioè andare a lavorare per farsi pagare di più.

 

Perché allora la Cisl appoggia l’agitazione del pubblico impiego?

La Cisl è molto forte nel pubblico impiego, e d’altra parte quest’ultimo è in una situazione veramente vergognosa perché i contratti sono stati bloccati per sei anni. Nonostante quanto afferma il ministro Madia, non si può fare la riforma del pubblico impiego penalizzando i dipendenti. Quando un professore risiede a Milano e guadagna 1.300 euro, non può vivere in condizioni dignitose. Quindi fa benissimo la Cisl a sostenere l’agitazione del pubblico impiego, e non invece lo sciopero generale che non ha nessun peso, anzi danneggia i lavoratori.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
22/11/2014 - Chi di spada ferisce... (Carlo Cerofolini)

Landini, sbagliando, ha affermato che gli onesti non stanno con Renzi. Detto questo è chiaro che, siccome spesso chi di spada ferisce di spada perisce, fino a quando ci saranno soggetti che danno la patente di disonesto e/o impresentabile e/o di minus habens – come di solito fanno le sinistre riferendosi a chi non la pensa come loro – si troverà sempre chi questa patente la rifilerà pure a loro, come in questo caso.