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Politica

CANCELLARE LE REGIONI?/ Galli (Lega): moltiplicano la spesa pubblica, avevano ragione Miglio e Fanti...

Stefano Caldoro, governatore della Campania (Infophoto)Stefano Caldoro, governatore della Campania (Infophoto)

No. Caldoro rilancia la proposta di sciogliere le Regioni, mentre io ritengo che si debba procedere per accorpamenti, che è un metodo radicalmente diverso. Devono essere le comunità territoriali a decidere, cioè a esercitare il diritto sacrosanto di decidere di stare con chi vogliono. Bisogna cogliere l’opportunità di mettere mano alla Costituzione partendo dal basso. Devono essere gli enti territoriali a poter determinare l’estensione e la composizione di queste nuove articolazioni istituzionali. Caldoro invece ipotizza anche la strada “dall’alto”, che poi è quella dirigista con lo Stato che impone l’aggregazione.

 

Le piccole Regioni come il Molise in questo modo non cercheranno di difendere il loro potere restando da sole?

Non è così, innanzitutto per una motivazione strategica. Bisogna avere il coraggio di attuare una riforma dell’istituto regionale che non si limiti a togliere delle competenze, riconoscere dei costi standard e introdurre il Senato delle Regioni. Occorre riprendere in mano l’intero progetto, perché è inconcepibile pensare a un ordine politico senza un ente intermedio.

 

Quali rischi intravvede?

Come insegna Tocqueville, quando il rapporto tra lo Stato e il cittadino è diretto e non è mediato da alcuna articolazione intermedia, la deriva autoritaria è dietro l’angolo. E’ quindi inconcepibile pensare a un ordine istituzionale senza enti intermedi. Bisogna avere il coraggio di riformare radicalmente le Regioni, procedendo agli accorpamenti e ridistribuendo le competenze dal punto di vista dell’autonomia politica e amministrativa.

 

(Pietro Vernizzi)

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