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SCENARIO/ Sansonetti: l'Ulivo di Renzi riporta l'Italia agli anni 90

Pubblicazione:venerdì 28 novembre 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Sì, la società non ha più alcuna rappresentanza politica. In questi 20 anni siamo andati a un distacco progressivo tra la società e la sua rappresentanza in Parlamento, che ormai è divenuto totale. Il ceto politico non ha più nulla a che vedere con la società, anzi tra loro neanche si parlano. Ciò rende difficile contenere la fibrillazione sociale. Bisognerà vedere se l’attuale riorganizzazione della politica riesce in qualche modo a connettersi con i conflitti sociali.

 

Che cosa ne pensa di quanto ha affermato Rosy Bindi sulla necessità di un partito di sinistra?

L’esigenza di avere una forza politica di sinistra è evidente. Non mi riferisco a un’estrema sinistra, ma a una sinistra ben radicata e con forti programmi. Quel che manca è una leadership credibile e Rosy Bindi non è in grado di esprimerla. Una bravissima signora di 63 anni, che viene dalla Dc, che ha passeggiato insieme a De Mita, non può avere la credibilità per mettersi alla testa di un partito di sinistra.

 

L’esperienza dell’Ulivo è riproponibile oggi?

L’Ulivo oggi è Renzi, ma del resto non è mai stata una forza di sinistra. L’Ulivo è l’aggregazione politica che ha inventato il precariato e che ha messo in atto le privatizzazioni. Rosy Bindi da un lato dice che ci vuole una forza di sinistra, dall’altra auspica un ritorno all’Ulivo. Quest’ultimo però è stata una classica formazione di centrosinistra che ha fatto delle politiche fondamentalmente liberiste, come ha detto anche D’Alema in un recente convegno.

 

Come vede la partita tra Napolitano, Renzi e Berlusconi?

Il binario Napolitano-Renzi-Berlusconi va avanti per conto proprio e può anche ottenere dei successi, perché i tre leader non hanno una reale opposizione. Sono però privi di una strategia politica per il futuro, perché nessuno si pone la questione vera, cioè come si possa uscire dalla crisi. Avremmo bisogno di una destra e di una sinistra che ci spiegassero in modo diverso e opposto i motivi per cui siamo arrivati alla crisi e qual è la strada per uscirne.

 

(Pietro Vernizzi)




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