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CAOS PD/ Parisi: l'Ulivo oggi è Renzi, il partito della Bindi non esiste

Pubblicazione:sabato 29 novembre 2014

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C'era infine una minoranza che pensava il loro legame costruito attorno ad un "progetto politico" di lunga durata e definito a tempo indeterminato, e perciò animato da una tensione unificante che attenuava e relativizzava i confini interni tra i partiti e in particolare quello rappresentato dal trattino che a lungo separò nel lessico politico il centro dalla sinistra. E alla testa per determinazione, ma in coda per consistenza la pattuglia di ulivisti puri che non smise mai di battersi per l'unità del centrosinistra come espressione, garanzia e motore di una democrazia governante.

Quindi?
È nel confronto tra queste posizioni che crebbe e vinse l'idea di dar vita ad un partito, che traducesse in modo stabile e in una forma unitaria il progetto ulivista come partito unico del campo di centrosinistra in una democrazia bipolare. Se un partito dell'Ulivo è perciò esistito, questo partito è quello che fin dalla sua primitiva ideazione si è chiamato e dalla sua fondazione si chiama Pd. Certo, passare da un cartello elettorale di partiti, prima ad un accordo di programma di legislatura tra partiti, e infine ad una coalizione di progetto, non è stata una passeggiata. Ed anche all'interno della forma partitica unitaria nella quale questo processo è sfociato di certo lungo tutti i sei anni che hanno separato la fondazione del Pd dalla segreteria Renzi sono sopravvissute le distinzioni e le spartizioni secondo la provenienza partitica. Ma il processo di scioglimento delle vecchie identità e organizzazioni non si è mai arrestato, e correlativamente è avanzata la fusione tra esse.

Questo per l'Ulivo passato al quale si pensa di tornare.
Non parliamo per il minacciato futuro. La nascita di un nuovo partito a fianco del Pd sarebbe perciò quanto di più lontano dallo spirito dell'Ulivo. Di certo se il nuovo partito fosse collegato al Pd in una alleanza di centrosinistra. Ancora di più se a lui in contrapposto in uno schema non più bipolare.

Romano Prodi ha commentato così le parole della Bindi: "Ho combattuto per l'Ulivo tanti anni perché pensavo fosse la creazione di un sistema bipolare che unisse diversi riformismi: ci ho dato metà della mia vita, vuole che non lo pensi?". E' d'accordo con lui?
Assolutamente. È per questo che ritengo sbagliata l'idea di tornare al passato attraverso la nascita di nuovi partiti. Altra cosa è invece l'incontro, e il confronto tra più posizioni all'interno dello stesso partito, e la preoccupazione che tutte le voci possano parteciparvi e prendere la parola.

In un recente convegno D'Alema ha detto che l'Ulivo è stata una classica formazione di centrosinistra che ha attuato delle politiche liberiste. Che cosa ne pensa?


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