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SCISSIONE PD?/ Caldarola: Renzi, "ricordati" di Berlusconi e Fini...

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

E’ chiaro che il sindacato sta giocando un ruolo politico assai più forte e invadente di quello che giocò Sergio Cofferati quando era segretario. Non vedo però emergere un progetto, nel senso che quello della Camusso si basa solo sul contrasto del premier e per il resto è inesistente. Landini sembra interpretare di più la sinistra radicale con ambizioni di egemonia, ma quando dice di voler fare solo il sindacalista penso che dica la verità.

 

Quella evocata dalla Bindi è una sinistra conservatrice?

La Bindi non fa parte della sinistra, e parla di una tradizione che non è sua. La sua è una tradizione popolare e democratico-cristiana, probabilmente in un’area più a sinistra all’interno della Dc. Quindi stiamo parlando di un concetto che travalica l’esperienza personale della Bindi. La sinistra più identitaria rivendica alcune caratteristiche positive, ma il rischio oggi è quello di una forza politica che non parli ai giovani e che a quelli non più giovani sembri un déjà vu.

 

Renzi si sta mostrando capace di mediare tra le diverse anime del Pd?

L’atteggiamento di Renzi oggi è paragonabile a quello di Berlusconi quando nel 2010 ruppe con Fini. In entrambi c’è un’idea di onnipotenza, la convinzione di rappresentare da soli un elettorato ampio , ma manca la percezione del fatto che il mondo che si guida non è monolitico. Nel Pd confluiscono sensibilità molto diverse e presenze di leader differenti che non vanno messi ai margini.

 

Che cosa dovrebbe fare il premier?

La sinistra sta cercando di metabolizzare dei cambiamenti, e Renzi deve cercare di sollecitare questo processo. Invece talvolta Renzi sembra impegnato in una guerra etnica, come se fossimo agli albori dello scontro post-Jugoslavia. Il premier non può liquidare la sinistra come se fosse una componente estranea al suo progetto. Se fa questo, finirà inevitabilmente come in Emilia-Romagna: gli elettori di sinistra resteranno a casa.

 

La stessa sinistra Pd, evocando continuamente la scissione, non finisce per perdere credibilità?

L’atteggiamento della sinistra interna politicamente mi pare un po’ stupido. Si evoca la scissione e non la si fa, anche perché poi vorranno far credere che non sono loro ad andarsene ma che è l’altra parte che ha tradito. Altro sarebbe fare la scelta per la quale ha optato saggiamente Pier Luigi Bersani, il quale critica esplicitamente la segreteria, ma è altrettanto nettamente contrario alla scissione.

 

Quali sarebbero le conseguenze di una scissione?

Quando la sinistra Pd farà la scissione, un minuto dopo avrà il problema di chi sarà il leader. Quando i partiti di sinistra si scindono, la componente che se ne va poi si spacca ulteriormente in altri partiti di sinistra, perché ci sarà sempre un’ala più radicale che rimane insoddisfatta. E’ la storia dello Psiup rispetto al Psi e di Rifondazione comunista rispetto al Pds.

 

(Pietro Vernizzi)




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