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SCISSIONE PD?/ Caldarola: Renzi, "ricordati" di Berlusconi e Fini...

Pubblicazione:domenica 30 novembre 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

“Se vuole continuare a contare, in Italia, il centrosinistra deve restare unito in un unico partito. L’Ulivo è stato un modello fallimentare e la scissione oggi sarebbe un disastro tanto per Renzi quanto per Civati e Fassina”. E’ l’analisi di Peppino Caldarola, ex direttore de l’Unità ed ex parlamentare dei Ds, a proposito del travaglio che sta attraversando il Pd nell’attuale fase. Di recente Rosy Bindi ha affermato che “se il Pd torna a essere il partito dell’Ulivo, che unisce e accompagna il Paese, non ci sarà bisogno di alternative. Ma se il Pd è quello di questi ultimi mesi, è chiaro che ci sarà bisogno di una forza politica nuova”.

 

Che cosa ne pensa delle parole della Bindi sull’Ulivo?

La stagione dell’Ulivo appartiene al passato. Il Pd del resto era stato presentato come l’evoluzione dell’Ulivo, cioè il passaggio tra due o più partiti e un partito unico che comprendeva tutti i riformisti. Tornare allo spirito dell’Ulivo significherebbe tornare a due partiti, cioè a una scissione con tutto ciò che comporta. C’è una mitizzazione dell’Ulivo, ma non dobbiamo dimenticarci che il primo Ulivo è andato incontro a un cambio di premier per tre volte. Mentre il secondo Ulivo, dopo le elezioni del 2006, si rivelò abbastanza fragile, al punto che dopo due anni Prodi cadde e la legislatura con lui.

 

Qual è l’identità del centrosinistra che lei vede per il futuro?

Renzi interpreta la vocazione maggioritaria, ma lo fa in un modo abbastanza singolare. Una vocazione maggioritaria comporta una cultura inclusiva, mentre Renzi tende a una cultura che esclude una parte della tradizione della sinistra. Se prevale il primo disegno è inevitabile che ci sarà una separazione che darà vita a “due piccoli mostri”. Da un lato nascerà un partito di sinistra forse più radicale di quanto sia Sel di Nichi Vendola.

 

E al Pd che cosa accadrebbe?

Il Pd diventerebbe una modesta formazione di centro priva di una forza politica reale. L’unica soluzione è che tutte queste anime trovino il compromesso per restare insieme. Una strada che è percorribile se Renzi sceglie la strada della tolleranza e del pluralismo interno, e se la minoranza la smette di considerarlo un usurpatore e un nemico.

 

L’idea della sinistra Pd è quella di una sinistra per vocazione minoritaria?

Penso che la loro idea non sia questa, ma sarà così nei fatti. Il tipo di sinistra identitaria che loro stanno proponendo può oscillare tra il 5 e il 10%. Finirebbe però per scontare un drammatico problema di alleanze, perché difficilmente la sinistra potrebbe entrare in coalizione con il partito di Renzi da cui si è separato. Questa è un’altra delle ragioni che può fare immaginare che la scissione sarebbe un disastro.

 

La sinistra Pd è la sponda politica dei sindacati?


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