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PAESE SPACCATO?/ La cattiva scelta di Renzi tra nuovi e vecchi lavoratori

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Neanche, però, di pensare che i costi del cambio dell'esistente li possa pagare una sola parte, e soprattutto i ceti più deboli. C'è bisogno di coesione sociale per affrontare il cambiamento, e la coesione si costruisce rispettando nei fatti e non a parole il disagio sociale, tanto, che c'è in circolazione.

Questo disagio non può essere cavalcato né da parte del governo, né da parte dell'opposizione al governo. E qui forse è al premier, a Renzi, per la responsabilità preminente che gli compete, fare la prima mossa. E il primo consiglio da dargli è di cambiare registro alla sua narrazione, che divide il mondo del lavoro in modo manicheo tra garantiti (dal sindacato "conservatore"), gli occupati, e non garantiti, disoccupati e inoccupati, "che sono nel suo cuore" come ha detto a Brescia. Nel cuore del presidente del Consiglio dovrebbero esserci anche gli occupati, i presunti garantiti da mille o duemila euro al mese, perché presto anch'essi potrebbero trovar posto come prossimi disoccupati nel suo cuore.

Questo è quello che raccontano i cortei e le piazze sindacali di questi giorni: che il problema del Paese non è solo creare nuova occupazione, ma difendere quella che è rimasta, per non creare semplicemente un turn over a saldo zero, andasse bene, nel girone dei dannati senza lavoro. Al centro di un'azione riformatrice quanto al lavoro, nel cuore del governo, ci devono essere disoccupati, inoccupati e ansie degli occupati, perché un figlio che trovi lavoro a tempo determinato, mentre il padre lo perda a tempo indeterminato, non sarebbe un gran risultato per la famiglia.

E ci deve essere posto anche per gli imprenditori, cui bisogna certo facilitare la vita, ma non a quelli che vendono un capo di lusso in boutique a duemila euro, però manufatto magari in Transnistria, alla periferia della Moldavia a trenta euro; perché in Italia, magari al Sud, che il governo vorrebbe far ripartire, gli costerebbe trenta euro in più. Non si sieda ai tavoli della Leopolda, chi fa così, perché quei trenta euro risparmiati in Moldavia o giù di lì per l'impresa, diventano migliaia di euro a carico del sistema paese, di chi vi contribuisce con le sue tasse, cittadini e imprese, per ogni disoccupato che generano. F

Acesse così, il governo avrebbe meno difficoltà a far passare le sue riforme, o almeno toglierebbero alibi, se alibi cercano, ai "conservatori" in parlamento e in piazza.

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