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CAOS PD/ D'Attorre: siamo più dei deputati Ncd, a Renzi conviene ascoltarci

Pubblicazione:mercoledì 5 novembre 2014

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Non so se questa sia la convenienza di Renzi. Se qualcuno si illude che noi lasceremo il Pd consegnandolo a uno snaturamento neo-moderato e a una mutazione genetica, questo qualcuno si illude perché noi questo errore non lo faremo. Non lo faremo per responsabilità sia nei confronti del progetto del Pd sia nei confronti dell’Italia.

 

L’asse Pd/governo è sbilanciato a favore di quest’ultimo?

La sensazione è che in certi momenti Renzi abbia la tentazione di ridurre il Pd a un seguito inerte di un uomo solo al comando. Questa tentazione è sbagliata. Identificare il Pd con il destino di un solo leader è molto pericoloso, ed è uno scenario che noi vogliamo evitare. La leadership di Renzi in questo momento è ancora forte e nessuno di noi si propone di abbatterla. Diamo un giudizio positivo della prima fase del governo Renzi fino alle elezioni europee, mentre purtroppo dopo il 25 maggio il governo ha preso una strada sbagliata che non ci convince.

 

Nello specifico che cosa chiedete?

Vogliamo evitare l’abolizione totale dell’articolo 18, recuperando almeno il deliberato della direzione per quanto riguarda il reintegro nel caso di licenziamenti disciplinari illegittimi. Intendiamo individuare risorse aggiuntive per gli ammortizzatori sociali e far passare quegli emendamenti su altri punti che non è stato possibile discutere al Senato.

 

Che cosa farebbe Ncd se Renzi ascoltasse le vostre richieste?

Bisogna fare i conti anche con i rapporti di forza. Il centrodestra non può pensare di imporre la sua riforma del mercato del lavoro in una situazione in cui ha 30 deputati e il 4%, a fronte di un Pd che ha 300 deputati e il 40%.

 

La minoranza del Pd ha più deputati di Ncd?

Non abbiamo correnti militarizzate, ma le assicuro che le nostre dimensioni sono maggiori. In ogni caso noi non stiamo facendo la battaglia di una parte del Pd. Noi riteniamo di interpretare quella che è stata la posizione di tutto il Pd negli ultimi anni. Non c’è mai stato un congresso, un’assemblea programmatica o una campagna elettorale in cui uno solo dei dirigenti del Pd, Renzi compreso, abbia mai proposto l’abolizione totale dell’articolo 18.

 

Ma nel 2013 il Pd non ha vinto le elezioni da solo ed è entrato a far parte di un governo di coalizione…

Infatti io le sto parlando di alcuni singoli emendamenti che possono rappresentare un punto di mediazione. Non le sto raccontando la mia riforma ideale del mercato del lavoro, che sarebbe ovviamente diversa. Stiamo parlando di emendare il testo del governo, non di scriverne uno da capo.

 

(Pietro Vernizzi)



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