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CAOS SICILIA/ Crocetta-ter, governo da 7 milioni in più. Ma la carta igienica scarseggia

Pubblicazione:mercoledì 5 novembre 2014

Rosario Crocetta, governatore della Sicilia (Infophoto) Rosario Crocetta, governatore della Sicilia (Infophoto)

I siciliani hanno un nuovo governo regionale, anche se ciò in cui più speravano, il cambio del presidente, non è stato possibile. La velleitaria mozione di sfiducia a Crocetta non è passata, perché in tal caso sarebbero andati a casa anche tutti i deputati regionali. E a questo non credeva nessuno, nemmeno i 40 che l’hanno firmata. Tre governi in due anni, più precisamente 30 assessori in 23 mesi: certo un buon record, alla faccia della tanta invocata stabilità. Di questi alcuni sono in carica dall’inizio, altri sono rimasti anche solo pochi mesi: ma chi si sentirebbe di rinunciare a fare l’assessore negando così il proprio originale e insostituibile contributo allo sviluppo della Sicilia, seppur per un breve periodo e con poche possibilità di incidere?

Il Crocetta ter è anch’esso un governo di tecnici. Nessun politico; nessun deputato regionale dei novanta eletti. Evidentemente la competenza di cui dispongono è stata ritenuta insufficiente per gestire un assessorato regionale. Ma nell'era della spending review, quando tra non molto anche i genitori chiederanno ai figli conto e ragione di come hanno speso la paghetta settimanale, fare qualche conto su quanta costa ai siciliani avere assessori che non sono stati eletti all’Ars può essere utile.

Conti alla mano (in base alle nuove norme in vigore dal 2013), un deputato che assume l'incarico di assessore riceve, oltre alla sua indennità da parlamentare che gli spetterebbe comunque, una indennità aggiuntiva pari a quella di un presidente di commissione. E cioè 1.159 euro mensili, che moltiplicati per 12 assessori costano in un anno poco meno di 167mila euro di indennità di carica. Un assessore esterno, invece, costa quanto un deputato, cioè 11.100 euro al mese. E’ diversa nei due casi la tassazione, ma per ora su questo soprassediamo. Dunque, 12 assessori esterni costano in un anno un milione e 600mila euro. La differenza a scapito delle casse della Regione è di più di un milione e 400mila euro, che in 5 anni di legislatura fanno 7 milioni di euro di spese in più. Certo con questa somma non si ripiana il buco del bilancio regionale, non si pagano i salari dei precari; ma si potrebbero pagare un po’ dei debiti contratti con privati, banche e imprese e magari resterebbero gli spiccioli per tornare a fornire gli uffici regionali di cancelleria a sufficienza fino alla carta igienica, che scarseggia da tempo.

Ma veniamo ora alle competenze messe in campo dai dodici assessori. Prima le due riconfermate: Lucia Borsellino alla Salute e Linda Vancheri alle Attività produttive. Entrambe hanno trovato unanime sostegno nei partiti che reggono la Giunta. La Vancheri, tra l’altro, rappresenta la Confindustria siciliana colonna portante del governo Crocetta e, dunque, non poteva essere messa in discussione.


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COMMENTI
05/11/2014 - autonomia, che passione! (Claudio Baleani)

In sostanza l'autore sostiene che la Regione Sicilia dipende mani e piedi dallo Stato il quale è un pessimo pagatore. Ma allora l'idea stessa dell'autonomia forse non era così buona, visto che la Regione Sicilia in questi anni ha prodotto debiti, scarso sviluppo, servizi pubblici peggiori che altrove, occupazione (vera) scarsa, pubblico impiego elefantiaco e pretende che lo Stato paghi a prescindere dai risultati. Che vi sia in atto una centralizzazione è fuori da ogni dubbio. Le regioni Sicilia, Molise, Calabria, Campania, Puglia e Lazio sono in amministrazione controllata (e non ne usciranno mai) per sforamento della spesa sanitaria e nonostante la prosopopea della Costituzione non possono fare leggi se queste non vengono previamente autorizzate dalla ragioneria dello Stato e dagli amministratori straordinari. Non è lo Stato che è cattivo. E' che non ci possiamo permettere un ufficio che paga e uno che spende. Allora mi chiedo a che serve la Regione Sicilia. Oltre agli assessori, ai pomposi parlamentari siciliani che pretendono essere come i senatori della Repubblica, chi piangerebbe per la sua scomparsa? Possiamo fare un sondaggio. Basta che non lo organizza l'ufficio stampa della Regione.