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P3/ Le sorti di Renzi e Berlusconi sono appese a Verdini

Denis Verdini (Infophoto) Denis Verdini (Infophoto)

Questo è il grande interrogativo, perché in questo momento non c’è solo il fantasma sinistro di Verdini che mina il Nazareno, ma anche la tattica di Silvio Berlusconi che non vuole chiudere subito sulla legge elettorale. E questo nonostante il pressing molto forte di Renzi per chiedere un nuovo vertice con Berlusconi e rinnovare l’accordo sulla legge elettorale. Il rinvio a giudizio di Verdini incrocia la tattica dilatoria di Berlusconi che non vuole andare a elezioni anticipate. Se sarà minato il ruolo di Verdini, il Nazareno potrebbe vacillare.

 

Quali saranno le conseguenze?

Renzi vuole fare la legge elettorale perché vuole tenersi un piano B di riserva per poter andare alle elezioni anticipate. Berlusconi invece non le vuole, come del resto non le vuole l’intero Parlamento. Renzi gioca per sé, e del resto approvare la legge elettorale significa anche fare approvare a Napolitano il suo mandato a scadenza. Napolitano aveva due macigni sul suo cammino: la deposizione al processo sulla trattativa Stato-mafia e l’imperativo di dare un segnale sulle riforme. Il primo è già stato superato, quando si supererà anche il secondo si voterà per il Quirinale. A quel punto non sarà Napolitano a sciogliere le camere, ma lo farà il suo successore.

 

Si può andare a elezioni anticipate senza la riforma del Senato?

Nulla esclude che si approvi una leggina per estendere l’Italicum anche al Senato. Ma d’altra parte è anche possibile che si riescano a completare le riforme costituzionali e si vada a votare nel 2016.

 

Per Renzi e Berlusconi, chi dovrà essere il nuovo presidente della Repubblica?

L’accordo tra Renzi e Berlusconi sarà su una figura di non grossa caratura come è stato Napolitano, e del resto probabilmente si tratterà di una donna. Mi riesce difficile immaginare un accordo di alto livello, come potrebbe essere Amato, che è troppo autorevole e indipendente. Al tempo stesso in questi anni il Quirinale è stato il garante del Paese verso l’Europa e i mercati internazionali, e difficilmente questo ruolo potrebbe essere rivestito da una figura troppo debole come Roberta Pinotti. Dipenderà quindi dal tipo di figura e dal momento storico in cui cadrà la successione a Napolitano.

 

(Pietro Vernizzi)

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