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ASSEMBLEA PD/ Video, Renzi contro la minoranza. Fassina: se vuoi il voto dillo (oggi domenica 14 dicembre 2014)

E’ scontro tra Matteo Renzi e la minoranza del Pd durante l’assemblea nazionale del partito andata in scena questa mattina all'hotel Parco dei Principi di Roma. Gli interventi.

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E’ scontro tra Matteo Renzi e la minoranza del Pd durante l’assemblea nazionale del partito andata in scena questa mattina all'hotel Parco dei Principi di Roma. "Milioni di lavoratori venerdì hanno perso una giornata dei loro stipendi per dire al governo che la politica economica che porta avanti non va bene. E' grave che il segretario non abbia detto una parola sullo sciopero”, ha detto Stefano Fassina, da cui è giunto l’attacco più duro. “Significa che al Pd non importa nulla di quelle persone che sono scese in piazza – ha aggiunto il deputato - Stiamo cambiando identità, stiamo cambiando funzione politica. Stiamo diventando il partito dell'establishment che mette in atto l'agenda della Troika”. Poi, rivolto direttamente a Renzi, ha detto ancora: "Non ti permetto più di fare le caricature di chi la pensa diversamente da te. E' inaccettabile. La minoranza non fa diktat: se vuoi andare a elezioni dillo chiaramente e smettila di scaricare la responsabilità sulle spalle di altri". Durante il suo discorso, invece, il segretario () è tornato a parlare di Beppe Grillo: il leader del Movimento 5 Stelle, ha detto Renzi, “è sparito grazie al Pd. Anche i Forconi potrebbero andare solo a Chi l'ha visto". "Questo partito – ha aggiunto - vuole bene all'Italia e non si accontenta di vedere i sogni dell'Italia stuprati da anni di mal governo e da politiche assurde. Vi rendete conto che stiamo affrontando la più gigantesca trasformazione? Voi siete qui non per discutere tra una corrente e l'altra. Siete qui per cambiare l'Italia". Il premier si è infine rivolto direttamente ai dissidenti: "Non facciamo le riforme a colpi di maggioranza, ma non ci facciamo nemmeno bloccare le riforme dai diktat della minoranza. Non staremo fermi nella palude per guardare il nostro ombelico". E conclude: "Chi vuole cambiare segretario si metta il cuore in pace, ha tempo da qui al 2017. Chi vuole cambiare il premier si metta il cuore in pace: ha tempo da qui al 2018".

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