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NAPOLITANO/ Folli: il suo endorsement non salva Renzi

Pubblicazione:mercoledì 17 dicembre 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il Patto del Nazareno non è una camicia di forza né tantomeno un documento custodito dal notaio. E’ chiaro che si tratta innanzitutto di un accordo sulla legge elettorale, e come tale rimane. Berlusconi non ha smentito l’intesa sull’Italicum, nemmeno dopo le correzioni adottate da Renzi. Semmai è una questione di tempistica: Berlusconi non vorrebbe accelerare i tempi finché non si sarà chiarita la partita del Quirinale.

 

Prodi ha visto Renzi. Potrebbe tornare in gioco per il Quirinale?

Prodi è un nome autorevole, ma io non darei troppa importanza all’incontro di lunedì che non è stata affatto una candidatura del Professore da parte di Renzi. Mostra piuttosto che la strategia del segretario è quella di cercare la compattezza del Pd. La minoranza chiede di ripartire da Prodi perché è proprio sul suo nome che il partito si è spaccato. Un gesto di distensione nei confronti di Prodi è quindi la condizione minima perché poi la minoranza possa discutere con la maggioranza.

 

Come valuta il fermento della sinistra Pd?

Nel Pd non c’è aria di scissione e non ci sarà a lungo. Al massimo possono esserci dei casi singoli, che però è una cosa ben diversa da una vera e propria spaccatura.

 

Che cosa accadrà a Forza Italia?

Forza Italia è un partito in profondissima crisi d’identità, gravemente lacerato e con la guida di Berlusconi che è dimezzata. Se si disintegrerà o meno dipende però da fattori concreti, cioè da come andranno le prossime battaglie parlamentari, come sarà il quadro delle riforme, se Forza Italia sarà o meno decisiva sulle riforme, e soprattutto da come andrà la battaglia per il Quirinale.

 

(Pietro Vernizzi)



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